Leggo spesso quello che pensiamo degli inglesi, ma cosa pensano gli inglesi di se stessi? Forse questo ci farà sorridere, ma gli inglesi si considerano dei grandi amatori.
Basta leggere cosa dicono sui loro giornali più popolari.
Lunghi articoli su colossali bevute seguite da sesso sfrenato (in vacanza a Ibiza, naturalmente). Quello che noi consideriamo un vizio, il bere, è in effetti strettamente legato alla socializzazione. Il bere enormi quantitativi di alcolici è una prova di spirito cameratesco, si beve in compagnia, si perdono le inibizioni, e via.
Mi veniva un po' da ridere quando i miei amici inglesi mi confidavano che, per fare sesso con le proprie mogli, le fanno ubriacare o le stordiscono con uno spinello. E poi leggevo le rubriche di piccola posta, specchio della vita popolare, dove regolarmente pubblicano lettere di questo tipo: «Sono andata a un party, ho bevuto un po', poi non ricordo più niente e al mattino mi sono svegliata a letto con uno sconosciuto/il fidanzato/marito della mia migliore amica/un collega d'ufficio ecc. che ha detto ciao ed è sparito. Adesso sono incinta, cosa devo fare?».
Mi sembravano testimonianze episodiche, finché non ho letto sotto il titolo «Alcohol is good for fertility» il risultato di un'indagine scientifica. Da qui si deduce che in Inghilterra praticamente tutte le donne che rimangono incinte sono anche buone bevitrici. La percentuale di gravidanze nelle donne astemie è statisticamente irrilevante. Sempre secondo le statistiche ufficiali, l'Inghilterra è il Paese in cui il numero di madri nubili è il più alto di tutta l'Europa.
Questa cultura viene favorita anche a livello ufficioso. Quando negli uffici degli assistenti sociali si presenta una ragazza che vuole andarsene di casa e cerca un appartamento, le dicono sostanzialmente che «la lista d'attesa è di molti anni, ma se hai un bambino, ti diamo immediatamente una casa e ti paghiamo l'affitto e il mantenimento del piccolo».
E i giovani vogliono andarsene, come risultato di un rapporto genitori-figli che è totalmente l'opposto di quello che abbiamo noi. In Italia quando nasce un bambino i genitori sono già angosciati pensando a quel tragico giorno in cui, quando avrà 30 o 40 anni, se ne andrà di casa. In Inghilterra al momento della nascita i genitori pensano già con sollievo a quando se ne andrà verso i 16-18 anni.
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