Boat people
Guardando ancora una volta un servizio sui disgraziati che si imbarcano dalla Tunisia e dalla Libia pagando migliaia di dollari per il trasporto, per poi naufragare sulle coste della Sicilia, e superato il momento della compassione per questi sfortunati, d'improvviso sono stato sommerso dai «flashback»: documentari sui Paesi d'origine dei poveretti, dove li si vede pascolare qualche vaccherella o un gregge di scheletrite caprette. Visioni di campicelli di mais o miglio, appena sufficienti per sfamare una famiglia. Statistiche ufficiali dell'Onu che rivelano che il guadagno di queste famiglie è al più di 50 dollari al mese, appena sufficienti per sfamarli. E qui c'è qualcosa che puzza.
Ecco che li vedi questi disgraziati, che ci dicono hanno attraversato tutta l'Africa (immagino a piedi, o ci sono autobus e treni in linea diretta dalla Somalia a Tunisi?), che all'improvviso tirano fuori dalle borse dei pacchetti da 2-3 mila dollari a testa, quindi 6-7 mila dollari considerando anche la moglie e i figli. Ma da dove vengono questi soldi? Non certo dalla vendita delle caprette o del campicello, che al massimo gli può fruttare 200-300 dollari. E poi dovranno pur spendere soldi per vivere mentre attraversano l'Africa, per cui originariamente erano ancora di più.
Ne ho discusso con vari conoscenti qui a Londra, e ho sentito le ipotesi più bizzarre. Uno mi ha fatto notare che non si portano certo appresso questi pacchetti di soldi, i ladroni li assalirebbero e deruberebbero per strada; non ci arriverebbero nemmeno in Tunisia. Quindi qualcuno immagina che i soldi siano già ad attenderli in Tunisia o Libia, in conti correnti. Questo comporterebbe una bella organizzazione, che va ben oltre quello che può fare il povero contadino nel villaggetto nel mezzo dell'Africa, e se mai aggiunge al mistero della domanda iniziale: da dove vengono questi soldi di cui dispongono questi «poveracci nullatenenti»?
In risposta alla pubblicazione su Corriere.it della mia lettera, ho ricevuto varie risposte.
Si possono riassumere in due temi principali:
Finanziamento da parte delle stesse autorità mussulmane;
“... varie organizzazioni terroristiche Islamiche di Al Qaida e vari altri sceicchi... (Aldo D.)”
“... potrebbe esserci un “piano” per far aumentare la presenza di musulmani in Europa e quindi portare certi cambiamenti sociali a lungo termine. (Laura D. B.)”
“... E' la carne da macello che viene mandata al fronte,... e che serve per preparare lo sbarco degli Ayatollah..(Alberto L.)”
Il secondo: indebitamento:
“... Per quanto povera sia una nazione, c'è sempre una percentuale sia pur piccola di commercianti, artigiani che possono pensare di spendere tutto quello che hanno per scappare..(Emanuele F)”
“.... schiavitù. La persona che vuole emigrare non dispone dei soldi, che però gli vengono prestati a patto che li restituisca con gli interessi. (Laura D B)”
“.... ci sono fonti d'informazione anche nei villaggi più piccoli di chi contattare nel capoluogo più vicino. Questi, a loro volta, si mettono in contatto con i trafficanti di persone grazie a internet, cellulare, telefono o mercato. Il malcapitato s'impegna a ripagare la somma dal lavoro che troverà nell' occidente, pena aggressioni alla famiglia rimasta a casa... Qui negli USA arrivano anche dalla Cina, sempre agevolati dalla criminalità nel paese natio. Pagano anche trentamila dollari per arrivare qui, e passano in prossimi dieci anni ripagando il debito. (Stephen C.)”
“... esiste una organizzazione parallela degli emigranti, totalmente clandestina ed invisibile (se non direttamente mafiosa), che è altrettanto efficiente dell’ONU e molto più internazionale. (Marco C.)”
Possibile che le nostre autorità non ne sappiano niente? Con lo spionaggio capillare che c’è in Italia? E se le sanno, viene il sospetto che siano colluse, come in questa “... e dietro a tutti ci sta lo stato o il governo regionale o l'amministrazione comunale o l'associazione delinquenziale o le pressanti richieste di manodopera dei nostri datori di lavoro (Ersi C.)”
Non è ora che si inizi un dibattito serio? La richiesta c’è “... finalmente qualcuno ha il coraggio di chiedere apertamente quello che noi pensiamo da lungo tempo (ma non si può esternare perché ti accusano di razzismo) (Marina M)”.
Dalle numerissime lettere che ho ricevuto in risposta alla mia domanda, risulta chiaro che ci sono due teorie favorite. Per alcuni i finanziamenti vengono direttamente dalle stesse autorità mussulmane, Al Qaida e altri, nell’ambito di un “piano” per far aumentare la presenza di musulmani in Europa e quindi portare certi cambiamenti sociali a lungo termine. La seconda suppone l’iniziativa personale coadiuvata da una rete di parenti o da varie reti para-mafiose di strozzini o schiavisti che presta i soldi a patto che vengono restituiti con gli interessi.
Quello che più mi impressiona è il fatto che, con pochissime eccezioni, tutti quelli che mi hanno scritto hanno sposato anima e corpo la propria teoria, e rifiutano ostinatamente di considerarne altre, nonostante che questa sia basata su dicerie, sentiti dire, servizi giornalisti che crollano ad una minima revisione critica.
Come facciamo noi semplici cittadini a sapere veramente come stanno le cose?
C’è senz’altro qualcuno che conosce la situazione reale, visto lo spionaggio a tappeto a cui siamo sottoposti, ma dalle autorità viene un silenzio assordante. C’è una mancanza di dibattito pubblico basato sui fatti. Manca soprattutto un’azione. È carenza legislativa? È mancanza di volontà? È collusione?
È evidente dal tono di molte lettere l’istaurarsi di un clima di diffidenza generalizzata verso le autorità (non è il solo campo in cui ciò accade, ma questo non è certo di buon auspicio per la nostra democrazia).
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