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Capitalismo moderno, borsa valori e agenzie di ratingEsaminiamo ora altri elementi di fragilità del sistema capitalistico moderno Abbiamo visto che quello tradizionale si basava sul lento accumulo di capitale da parte dell’imprenditore e dalla lenta espansione della sua azienda, mentre il capitalismo moderno è basato sul rapido impiego di enormi capitali raccolti dalle agenzie di investimento. È inoltre basato sull’uso estensivo della borsa valori per la contrattazione dell’investimento da parte di chi desidera partecipare all’attività dell’impresa. La borsa (stock exchange) è nata per finanziare le spedizioni navali che andavano a comprare spezie nell'estremo oriente. Venivano emessi certificati che permettevano a numerosi investitori di partecipare, guadagnandoci o perdendoci i propri capitali. Le istituzioni odierne hanno lo stesso nome di quelle antiche, ma descrivono una situazione che è radicalmente cambiata. Quando l’investitore medioevale acquistava le azioni della nave, ne conosceva il nome, la capacità di carico, la velocità, il capitano, il manifesto di bordo con l’indicazione di cosa si trasportava. Oggi l'investimento azionario viene effettuato solo in parte da investitori individuali, mentre larga parte è effettuato da operatori di borsa per conto di terzi. Nell’acquisto essi si devono basare su voci relative all’andamento della società, spesso incontrollate e incontrollabili, qualche volta diffuse ad arte in modo fraudolento. Possono basarsi sulle indicazioni delle agenzie di rating, criticate dai mezzi d’informazione quando “a posteriori” si scopre che erano errate, ma che si trovano in realtà di fronte un compito impossibile: esse non possono fare un’azione di polizia per verificare la veridicità dei bilanci che gli vengono presentati dalle società, ma verificare solo se i calcoli sono corretti. In queste condizioni, il funzionamento del mercato azionario viene portato ai limiti della criticità, in quanto diventa impossibile per gli investitori sapere se le aziende vanno bene o male. Se i bilanci sono falsi o “drogati”, l’acquisto o la vendita delle azioni diventa una lotteria. Sono nati dei software che indicano di acquistare le azioni più o meno a casaccio, distribuendole sul numero più ampio possibile di aziende per ridurre il più possibile le perdite. Questo diventa praticamente un gioco al lotto, in cui quando l'economia è in espansione tutti vincono sempre, quando entra in recessione tutti perdono e il sistema collassa. Il sistema è sempre più soggetto ad azioni fraudolente, come quelle di Bernard Madoff, che gestiva ultimamente 50 miliardi di dollari, con una carriera cinquantennale in quello che era fondamentalmente uno schema piramidale (chiamato in America “schema di Ponzi”). Questa è la maggiore truffa della storia. In effetti, qualcuno si rallegrerà se i ricchi vengono “puniti” nella loro avidità, che li ha portati a dare soldi a chi prometteva dei guadagni irrealistici. Ma come sempre, la Schadenfreude, come tutti i sentimenti malvagi, non porta a nessun risultato positivo. Non sono solo gli straricchi che perdono i propri investimenti, ma anche i lavoratori, che vedono scomparire i risparmi di tutta una vita, le società d’investimento delle pensioni, sempre alla ricerca di buoni affari per i loro clienti, le banche, in cui tutti depositiamo i nostri denari. Esperimenti comportamentali sugli animali hanno dimostrato che ci dev’essere una base genetica universale in questo comportamento. Messi di fronti a due macchinette, una dove l’azionamento di un pulsante provoca l’uscita costante e regolare di qualche chicco di grano, e l’altra dove l’azionamento del pulsante dà un effetto completamente casuale, a volte nessun risultato, altre volte l’emissione di una manciata di grano, altre di un enorme quantitativo di grano, una larga parte dei soggetti preferisce rischiare e passare una gran parte del tempo a premere il pulsante da cui non riceve nulla, nella prospettiva eventuale di ricevere moltissimo. Di fronte all’alternativa tra la prospettiva di un guadagno ragionevole del 4-5% o la possibilità di un guadagno del 10-15-20%, molti perdono il lume della ragione, nonostante tutti gli inviti alla prudenza, e rischiano tutti i loro risparmi. Possiamo vedere questa tendenza al gioco aleatorio anche in politica, dove buona parte dell’elettorato sceglie il partito che promette di più, anche al di là di ogni realistica possibilità di realizzazione, rifiutando il partito che fa promesse ragionevoli e realizzabili. Il fatto che un comportamento sia basato sui nostri istinti più basilari e primitivi non significa che la società in quanto mente legislativa collettiva non debba intervenire a frenarlo con leggi e precetti etico-religiosi!! Anche l’istinto di sopraffare gli altri ed accaparrarsi con la forza dei beni è uno degli istinti fondamentali, come quello di soggiogare il numero maggiore possibile di femmine da parte dei maschi più prepotenti, o di eliminare fisicamente coloro che ci danno fastidio. |
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