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È allarme rosso per la giustizia italiana (senza riferimenti politici).

Il dibattito sulla giustizia è imperniato sulle vicende personali del Presidente del Consiglio, mascherando una specie di anestetizzazione del pubblico e dei parlamentari nei riguardi dei rapporti della giustizia con TUTTI i cittadini, che rappresenta invece un problema di cui in Italia non ci si rende nemmeno coscienza pienamente.
Qui in Inghilterra, che d’altronde ha le sue belle pecche, per lo meno i processi vengono celebrati entro pochi mesi dal fatto. Per i fatti più banali l’arrestato viene portato in tribunale entro un paio di giorni, entro poche settimane il processo si svolge, dura pochi giorni e poi l’imputato viene condannato o assolto. Anche i casi più complessi si risolvono entro un paio d’anni.
Qualcuno considera la condanna dell’Europa delle lungaggini processuali italiane una specie di indebita interferenza negli affari interni dell’Italia, e trova ragione per criticare ancora una volta l’UE, ma questo è nascondere la realtà di come l’Italia viene considerata dagli stranieri.
I dirigenti aziendali di tutto il mondo conoscono benissimo la situazione italiana. Ora ditemi, quale società straniera è così pazza da investire i suoi soldi per creare delle industrie in Italia, quando sa benissimo che per qualsiasi intralcio allo svolgimento competitivo dell’attività, per es. per farsi pagare da ditte che non rispettano i contratti, i dipendenti che rubano, che si danno malati, ma vengono sorpresi in vacanza, ecc. fino ai taglieggiamenti da parte della mafia locale, le cause in tribunale durano decine d'anni, e spesso le sentenze sono assurde e premiano i criminali?! Di conseguenza, l’Italia è all’ultimo posto per gli investimenti esteri, con conseguenze deleterie per il suo sviluppo economico.


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Fatti fatti fatti

Ho ricevuto numerose lettere di “operatori della giustizia” che si lamentano dell’eccessivo carico di lavoro e descrivono la loro dedizione, da cui estraggo i punti salienti:

1) L'organico dei giudici italiani  ….. in relazione al numeri dei procedimenti pendenti - è di gran lunga al di sotto della media europea.

… nelle cancellerie spesso non sono in grado di fare fotocopie degli atti per mancanza di carta e che noi avvocati ci siamo rassegnati a fornirci dei fogli uso bollo su cui redigere il verbale d'udienza, in quanto il Ministero non li fornisce più, gli Ordini chiedono agli avvocati di notificare a mezzo posta anziché tramite ufficiali giudiziari per carenza di personale.

.. la pachidermica macchina burocratica che c'è dietro ogni processo, con i suoi mille adempimenti formali richiesti ai vari operatori.

… la mia compagna spesso sacrifica le sue (e le mie) domeniche a scrivere sentenze e che, come Lei, sono in tanti/e a farlo, soprattutto tra i giovani magistrati, nel tentativo di smaltire - almeno in parte - l'impressionante mole di lavoro che grava su un numero assolutamente inadeguato di soggetti.

… A mio avviso, la cura per migliorare/sveltire la giustizia italiana passa necessariamente da a) aumento del numero dei magistrati e b) snellimento delle procedure.

Questa lettera è esemplificativa del tipo di posizione difensiva della magistratura, e mi fa ancora più infuriare per varie ragioni:

È un serpente che si morde la coda: non ci sono magistrati sufficienti rispetto alle cause pendenti. Questo è il punto, ci sono troppe cause pendenti perché i processi durano in media 12 anni!! Se durassero un paio d’anni al massimo come negli altri paesi civili, non ci sarebbero più cause pendenti e i magistrati sarebbero più che sufficienti!!!

la cura per migliorare/sveltire la giustizia italiana passa necessariamente  ….  per uno snellimento delle procedure.”

È la scoperta dell’acqua calda! Ma guardiamo la situazione: leggi e procedure vengono stabilite in parlamento, il parlamento italiano è pieno di avvocati ed ex-magistrati, cervelli fini e che senz’altro conoscono nei dettagli come vanno le cose in tribunale.

Ora, tanto per partire da un punto fermo, il dopoguerra, come mai in sessant’anni tutti questi cervelloni non si sono messi all’opera per studiare procedure e leggi per fare processi snelli e rapidi?

Perché i magistrati non hanno MAI fatto nessuna azione per migliorare la situazione?

Non è che i magistrati non intervengano continuamente sull’azione del parlamento, con pareri di costituzionalità, opportunità, razionalità ecc. ecc.

Non è che siano completamente privi di forza di pressione, ora sono in stato di “agitazione permanente”, peccato che la causa di questa agitazione sia costituita dalla minaccia di ridurgli di qualche centinaia di euro all’anno lo stipendio!

Come mai la giustizia italiana appare come un vestito di arlecchino di leggi alternativamente giustizialiste e garantiste?

La spiegazione che mi viene in mente è che agli AMMINISTRATORI della giustizia non sia mai interessato niente di NOI, quelli a cui viene amministrata la giustizia, poiché ci considerano solo oggetti passivi su cui esercitare il loro potere e non cittadini a cui prestare un servizio.

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