Mio articolo |
||||
Confutazione di alcuni miti del marxismo11.01.09
È con vero piacere che ricevo la lettera di Jimmy Moglia, in quanto essa mi dà l'occasione di cimentarmi in un'impresa che farebbe impallidire persone molto più capaci di me. La demolizione di alcuni miti inventati dal marxismo. Mi sento come un Davide di fronte un enorme Golia, ma con un sasso molto piccolo e purtroppo nessuna assistenza divina. Fortunatamente l'esposizione molto chiara e succinta mi dà la possibilità di dare delle risposte altrettanto chiare e succinte. E vero che c'è una rinascita dell'interesse nel marxismo, dovuta a una delle inevitabili e ricorrenti crisi del capitalismo, speriamo che questo non porti a un nuovo ciclo di rivoluzione e involuzione marxista che abbiamo già visto all'inizio del secolo scorso, sua successiva nuova sconfitta ecc. ecc. Voglio pertanto dare il mio piccolo contributo filosofico al tentativo di evitare che ciò accada. 1) Il motore del capitalismo non è l'accumulazione di capitale o di profitto, ma è l'uomo. L'accumulazione di capitale è uno strumento, e come tutti gli strumenti è una macchina ferma e inutile se non c'è un uomo che gira la chiavetta di accensione e usa lo sterzo e la leva del cambio. 2-3) Il concetto di plusvalore è una mera illusione ottica, come quella che il sole sorga al mattino e tramonti alla sera. La realtà è che è la terra a girare su se stessa e intorno al sole e non viceversa. L'illusione del plusvalore è basata sul fatto che una scatola dei famosi spilli marxiani viene venduta ad un prezzo superiore allo stipendio pagato all'operaio che la produce. L’errore di base consiste nel ritenere che la scatola di spilli abbia un qualsiasi valore in sè. Una volta prodotta, se la scatola di spilli rimane nei magazzini della fabbrica è unicamente una massa di ferraglia destinata ad arrugginirsi. Non ha nessun valore. La scatola di spilli deve essere portata a un punto vendita, e per far ciò c’è bisogno di un piazzista che conosca bene la rete di vendita, di trasportatori, magazzinieri, contabili, ecc. tutti che operano per far arrivare la scatola sugli scaffali del negozio e il cui costo si aggiunge a quello dell'operaio e grava sul prezzo degli spilli. Anche nel negozio la scatola non ha nessun valore. Essa ha un valore unicamente nel momento in cui un compratore entra nel negozio in cerca di spilli, vede la scatola e la paga. Anche questa è un evento aleatorio, in quanto se accanto a questa scatola del costo di 10 c'è un'altra scatola di spilli simili, prodotti per esempio in Cina, che costa 5, la scatola rimarrà lì per sempre. Ma il capitalista avrà pagato i suoi operai, il piazzista, i trasportatori ecc. ecc. Se la scatola non viene venduta il suo valore rimane nullo e il fallimento del capitalista è garantito. 4) È vero che c'è una pressione dovuta alla concorrenza, ma questa può essere equa o iniqua. Per essere più chiari, se mettiamo in concorrenza degli spilli prodotti in Inghilterra, o in Germania o in Italia o nei paesi europei in generale, nel prezzo dello spillo concorrono i costi per il mantenimento degli operai, che sono simili in tutti i paesi europei, e inoltre il costo dei contributi sociali, cioè del risparmio forzato destinato al pensionamento e al servizio ospedaliero, sanitario e scolastico in generale. Quindi la differenza dipenderà generalmente dall'efficienza del “sistema paese”, cioè dalla maggiore o minore efficienza della macchina burocratica e dal costo della struttura sociale. Ma se gli spilli sono in concorrenza con quelli prodotti in paesi quali la Cina o l’India, dove non esistono queste ritenute sociali, la concorrenza è iniqua, perché per quanto si possano ridurre gli stipendi dell'operaio, restano i pesi degli ammortizzatori sociali, che sono tanto onerosi da rendere impossibile all’industria occidentale di far concorrenza a quella dei paesi non gravati degli stessi costi, ed è improponibile la loro eliminazione in Europa. L’unica parificazione equa può essere ottenuta chiedendo ai paesi che non li hanno di adottare ammortizzatori sociali equivalenti quelli europei, perché i loro cittadini si ammalano e invecchiano quanto i nostri. 5) Non è necessariamente vero che il volume di investimento iniziale necessario per innescare il processo di accumulazione eccede la capacità individuale. Come già spiegato nel mio testo sulla differenza tra capitalismo antico e moderno, l’investimento massiccio di capitale è necessario soltanto se si vuole provocare un rapido sviluppo delle aziende per ragioni politiche. Si tratta in ogni caso di un investimento aleatorio, in quanto gli elementi che concorrono al successo delle capital venture sono troppo complessi per poter essere previsti con sufficiente sicurezza, e infatti la crisi attuale del capitalismo è dovuto al fatto che le carte sono state truccate nel senso letterale della parola. I bilanci di moltissime aziende che sembravano estremamente fiorenti e in rapida espansione, come Satyam in India, erano realtà truccati nonostante la loro certificazione da parte di società come PriceWaterhouseCoopers, ormai coinvolta in tutti i maggiori scandali finanziari. Una volta avviato un processo di crollo generalizzato del valore delle aziende, ne deriva un effetto domino che porta al crollo di tutte le società il cui valore era fraudolentemente gonfiato. 6) Il compenso riscosso dalle banche è il pagamento dell’attività estremamente difficile, quando viene fatta oculatamente, di discriminare tra le proposte di investimento, onde individuare quelle che diano una massima possibilità di successo e scartare quelle futili. Va inoltre a ricompensare i milioni di risparmiatori che hanno depositato i guadagni di una vita di onesto lavoro nei forzieri della banca affinché siano messi al servizio della comunità. 7) I mercati finanziari sono basati su uno degli aspetti più importanti del denaro, e cioè la sua atemporalità. Il denaro è una rappresentazione simbolica di scambio di servizi, come spiegato nel mio capitolo sulla funzione del denaro ed offre la caratteristica che è possibile in qualsiasi momento usufruire di un servizio sia a fronte di uno prestato in passato, che di uno che verrà svolto in un futuro più o meno remoto. 8) Mentre la fruizione attuale di un servizio a fronte di uno prestato in precedenza si basa sul diritto naturale del non vedersi privati dei frutti del proprio lavoro, la fruizione attuale di un servizio a fronte di uno che sarà prestato in futuro è sempre un elemento aleatorio, in quanto non c'è nessuna garanzia del futuro, indipendentemente dal nostro buon volere. 9) Non si tratta quindi di un capitale immaginario, ma della fruizione attuale di servizi a fronte di quelli che saranno svolti in futuro. Se la società è stabile, chi usufruisce oggi di un servizio sarà in grado di renderne uno equivalente nel futuro. Se la società è in uno stato di continuo tumulto e sconvolgimento (anche tralasciando la possibilità di eventi naturali che impediscono l'operatività anche di chi abbia le migliori intenzioni), di eccessiva instabilità sociale, di crolli finanziari, di chiusure generalizzate di fabbriche ecc., la prestazione del servizio può essere impedita indipendentemente dalla buona volontà dei lavoratori. Per cui è estremamente importante che le attività produttive possano continuare in modo costante. 10) Sono stati creati di strumenti finanziari di tipo truffaldino che permettono di approfittare della credulità e dell'ignoranza degli investitori e permetto ad alcuni di vivere in uno stile di vita ben superiore a quanto sarebbe possibile con una attività onesta. Purtroppo l'attività di questi individui si basa largamente sulla propensione umana al rischiare al di là dei limiti della ragionevolezza, come da me descritto nel capitolo sul capitalismo moderno. 11) La truffa piramidale non crea nessuna ricchezza, in quanto è solo una redistribuzione in senso inverso, dai molti verso l’uno. 12) Penso che il dilemma se abbia ragione Spartaco o Cesare ponga la discussione su basi irrisolvibili. Spartaco era in realtà alla testa di un gruppo di assassini che si erano guadagnati con le armi la possibilità di tornare ai propri campi, ed invece avevano deciso di continuare una vita basata sul saccheggio dei villaggi inermi fino alla loro sconfitta da parte delle truppe romane. 13) Il fatto che la guerra sia un modo per produrre profitto richiede approfondimento. Come da me descritto nel capitolo su Tasse, partiti e referendum, la stessa esistenza dello Stato si regge sull’occupazione di territori per poter forzare i lavoratori che vi operano a versare una parte del frutto del loro lavoro. Ne conseguono le guerre di conquista per estendere la superficie controllata, finché non si arriva ad uno stato di equilibrio tra le varie organizzazioni statali. 13) Ritorno al tuo accenno ad Atene ed al bisogno di schiavi per realizzare una democrazia. Lo scrittore Aldous Leonard Huxley è partito proprio dal mondo classico ateniese e dalla divisione della popolazione tra “cittadini" e schiavi, i primi dedicati ai lavori più nobili e i secondi ai lavori più abbruttenti, e l’ha unito al desiderio dei socialisti di ideare una società in cui la felicità sia una condizione per tutti, per descrive un mondo utopico, il "Nuovo Mondo Meraviglioso" in cui vengono creati schiavi di intelligenza decrescente conformemente alla semplicità del lavoro da svolgere, in quanto le capacità intellettuali sono inutili e perciò origine di scontentezza e frustrazione per tutti fuorché per gli appartenenti alle classi dirigenti. |
||||