Mio articolo

Autore: Gabriele A.
risposta a: La misurazione del QI - Differente è bello

05.01.09


La tua logica è fluida e piacevole. Ci sono molti punti su cui si potrebbe obiettare, certo, ma non è tanto questo. Il fatto è che il tuo discorso mi puzza. Puzza di difesa di privilegi...

Tu stesso mi sembri ammettere che il concetto di uguaglianza fra gli uomini è qualcosa di estremamente problematico. Sono d'accordo, potremmo stare a parlarne per ore, senza trovare una conclusione. Ma parliamo allora dell'uguaglianza fra i lavori. Perché di questo tu non parli. Dal tuo discorso sembra che tutte le occupazioni siano equivalenti e che l'uno, in base al proprio talento e inclinazione, scelga di fare il gioiellere, l'altro il bracciante.

Sarebbe l'ideale se fosse così, ma mi pare che l'ipotesi sia sconfessata dai fatti: dall'esistenza del conflitto sociale che non trova alcuna spiegazione nel tuo ragionamento. Se fare il bracciante è ciò che corrisponde alle mie 'capacità', perché dovrei esserne scontento? Forse, mi rispondo, il problema è il denaro.

In effetti, se da "che dramma! Ci sono persone inferiori e altre superiori..." si passa a "che gioia! Siamo tutti diversi! W la diversità" non si capisce più perché ai diversi talenti (tutti, mi pare di capire, ugualmente indispensabili alla società) debbano essere associati redditi (così radicalmente) maggiori o minori. E ancora meno perché al "talento" di fare le cose più spiacevoli sia associato un reddito così misero, che rende anche le poche ore di vita rimaste un inferno ancora peggiore dello spesso massacrante orario lavorativo...

La realtà è molto più tragica. In qualunque società complessa finora conosciuta (e forse possibile) esiste una gerarchizzazione funzionale delle attività. Ci sono funzioni creative, stimolanti, piacevoli, ed altre massacranti, ripetitive e abbruttenti. Nessuno vuole fare il lavoro sporco e faticoso, e la stagrande maggioranza degli uomini semplicemente si adatta a quello che non avrebbe alcuna inclinazione a fare.

Per cui se qualcuno si trova (per ragioni complesse e in parte misteriose) ad occupare un posto di privilegio, si sentirà fortemente minacciato da chi gli sta sotto, e farà di tutto per giustificare il proprio privilegio e convincere gli altri che è appropriato.
Se non è in grado di farlo da solo, sarà felice di condividere il proprio privilegio con gente che ha il talento di costruire ideologie convenienti al potere e in questo modo trova la propria collocazione. Normalmente lo fanno per soldi, ma c'è anche chi lo fa gratis...

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