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Teoria economica - 01 - Cosa è il denaro

Francesco, ho una domanda che può sembrare un po’ scocca, cos’è esattamente il denaro?

Non è per niente sciocca, anzi, è fondamentale per capire come funziona la società umana, ed è anche difficile rispondervi, perché l’essenza delle cose è nascosta dietro le apparenze.

Si può dire che: IL DENARO È UNA FUNZIONE DI MISURA DEI SERVIZI PRESTATI DA UN UOMO AGLI ALTRI UOMINI

Nelle società primitive lo scambio dei servizi veniva fatto in base a strette convenzioni, la cui violazione comportava l’esclusione sociale o peggio.

I primi antropologi che visitavano le tribù di isole remote non lo compresero affatto e lo scambiarono per ‘comunismo primitivo’. Vedevano alcuni indigeni fare mucchi di pesci, altri di vegetali, e poi gli uni raccoglievano i prodotti degli altri, senza nessun senso per gli esploratori, che immaginarono ci fosse una specie di felice società in cui tutti contribuivano e di cui godevano dei prodotti. In realtà lo scambio avveniva in base a regole ferree determinate dal grado di parentela, e da servizi prestati spesso decenni prima.

Tipica la costruzione della capanna per i novelli sposi, a cui partecipava un gran numero di persone e che impegnava la coppia a rendere ai partecipanti lo stesso servizio, con un debito inestinguibile e continui litigi sulla quantità e qualità di prodotti che gli sposi dovevano restituire.

Un grande passo in avanti si ebbe quando come mezzo di riferimento si cominciarono ad usare oggetti desiderati da tutti, come collane di perline o conchiglie, dischi di pietra, capi di bestiame, pezzi di metalli prezioso. Successivamente lo stato si assunse il compito della standardizzazione delle monete metalliche e poi della cartamoneta, ed oggi il denaro ha perso materialità, è costituito da numeri scritti in conti correnti bancari, che vengono scambiati elettronicamente.
Ormai l’espressione ‘Lo stato stampa cartamoneta’ è diventato una metafora che rappresenta una situazione passata, Comunque continuerò ad usarla perché è più facile da immaginare.

Cos'è allora la ricchezza di un paese?

È tutto quello che può essere fatto oggetto di scambio, e quindi le cose fisiche (terreni agricoli, giacimenti minerari,

cioè, le ricchezze sono le risorse naturali?

Non solo le risorse naturali allo stato grezzo, ad esse dobbiamo aggiungere tutte le risorse lavorate, e necessariamente ciò che rende possibile la loro lavorazione e distribuzione, quindi le fabbriche, gli utensili, le strade, ponti ecc. ecc.), e poi l’elemento che rende possibile tutto questo, l’uomo e le sue capacità lavorative.

Dobbiamo partire da un presupposto, tutto quanto esiste in natura è ‘gratis’.
 
E lì. L’acqua scorre nel ruscello di montagna, basta metterci dentro la mano, raccoglierla e bere.

La si può mettere in un contenitore, caricarla in macchina e portarsela a casa e berla con comodo, magari con l’illusione che non costi niente, mentre costa la benzina spesa per andare in montagna, l’ammortamento della macchina e il mancato guadagno di una giornata di lavoro.
Però se un vicino viene costantemente a chiedere l’acqua, ci si rende conto di queste spese e gli si chiede un giusto rimborso. Questo un calcolo oggi è facilitato dall’uso di un riferimento sicuro ‘il denaro’.

Quindi negli oggetti e nei servizi che ci scambiamo è incorporato il tempo e lo sforzo impiegati per metterli a disposizione, sia fisici che mentali, comprese le spese d’istruzione, i trasporti, il carburante ecc. di tutti i partecipanti).

Certo!

Ma pratica, come funziona lo scambio?

Per facilitare la spiegazione, comincio con un modello semplificato, aggiungendo man mano nuovi elementi per renderlo sempre più simile alla realtà, anche se è praticamente impossibile descrivere TUTTI gli elementi che costituiscono la struttura economica.
Per questo sono nate molte teorie per descrivere la società, ciascuna delle quali è parziale, in quanto tralascia alcuni elementi che vengono considerati meno essenziali o di osservazione più difficile.
Questo è il MIO modello:
Cominciamo attribuendo a tutte le cose passibili di scambio un valore globale, diciamo a scopo esemplificativo 100.000.000

Per permettere la circolazione di questa ricchezza, stampiamo 100.000.000 di biglietti su ognuno dei quali scriviamo 1.

Questo paese ha un certo numero di abitanti, diciamo 100.000 e ripartendo i biglietti tra tutti gli abitanti ciascuno di essi avrà 100 biglietti.

Il ciclo economico di un paese funziona così: i cittadini lavorano, per esempio in un’azienda agricola o manifatturiera, che retribuisce i lavoratori consegnandogli un certo quantitativo di biglietti e invia i suoi prodotti ai negozi, i lavoratori vanno nei negozi e li danno ai commercianti in cambio di prodotti, i commercianti inviano alle aziende i biglietti ricevuti e si fanno mandare prodotti, le aziende consegnano i biglietti ai lavoratori e così via, in un ciclo continuo.

Questa è la forma più semplice di rappresentazione, il denaro circola, si spende quanto si incassa, e sono sempre gli stessi 100.000.000 di biglietti che circolano.

In realtà noi siamo semplicemente delle “pompe” che fanno circolare questo fluido, quale che sia la sua forma fisica.

Questo modello di circolazione appare stabile, in movimento ma senza cambiamenti.

Introduciamo altri fattori per avvicinare il modello alla realtà.

Gli abitanti di questo paese non spendono giorno dopo giorno tutti i 100 biglietti di cui sono proprietari. Essi spendano quotidianamente diciamo 10 a testa e tengano il resto da parte come riserva per la vecchiaia, per i periodi di disoccupazione, malattia ecc.

Quindi, invece di 100.000.000 biglietti, la circolazione effettiva è di soli 10.000.000.

I biglietti non utilizzati dai singoli individui non vengono tenuti usualmente sotto il materasso.

Vengono depositati in istituzioni chiamati banche che hanno due funzioni principali:
1) raccolgono e conservano i denari dei risparmiatori
2) li prestano a degli investitori, che li usano per costruire nuove fabbriche, che possono produrre merci da immettere sul mercato, che sono vendute, per cui gli investitori recuperano i denari presi a prestito e li restituiscono alle banche.

Le banche hanno quindi una funzione di agire da enorme serbatoio di liquido e di canalizzazione e distribuzione, naturalmente a fronte di un lauto compenso per le loro capacità di discernere dove e a chi incanalare quanto è stato depositato dai loro investitori. Inoltre, non tutti i 90.000.000 biglietti vengono comunque messi in circolazione, in quanto esiste una riserva obbligatoria legale per impedire che, avendo prestato tutto il denaro ricevuto in deposito, le banche non possano restituirli se i loro clienti li rivogliono indietro, come è recentemente successo in Gran Bretagna, dove i risparmiatori della Northern Rock, quando si sono diffuse delle voci che la banca era in cattive acque, si sono precipitati a ritirare i loro depositi.

Ma a questo livello del modello, il quantitativo totale di liquido disponibile è sempre uguale, finché non introduciamo nel modello lo STATO.