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Formazione dei prezzi e sistema di distribuzione

Questi due elementi essenziali assumono un aspetto radicalmente diverso a seconda del sistema sociale che regge lo Stato, cioè quello comunistico o collettivista, in cui lo Stato possiede i mezzi di produzione e di distribuzione, e quello liberistico, in cui sono i privati a possederli.

Per maggiore chiarezza espositiva, bisogna ricorrere a una descrizione comparativa:

 

Sistema comunistico

Sistema capitalista

1

Il numero di banconote messe in circolazione dallo Stato è indipendente dalla ricchezza del paese.

Il numero di banconote messe in circolazione dallo Stato è pari al ricavato delle imposte.

2

Le fabbriche forniscono prodotti che avranno un prezzo indipendente dal costo di produzione (che il governo non si preoccupa di conoscere in quanto irrilevante nella decisione dei quantitativi prodotti)

Le fabbriche forniscono prodotti che avranno un prezzo dipendente dal costo di produzione (che viene calcolato con grande accuratezza in quanto concorre alla determinazione del profitto)

3

Il quantitativo di produzione viene determinato secondo principi sociali di equità e necessità.

Il quantitativo di produzione viene determinato secondo il principio della domanda e dell’offerta.

4

La funzione del dipendente del negozio è quella di ricevere i prodotti e consegnarli ai clienti.

La funzione del commerciante che gestisce il punto vendita è di:
1) Decidere il quantitativo di prodotti da mettere in vendita;
2) Decidere il prezzo di vendita basandosi sul prezzo di acquisto + spese + guadagno;
3) Monitorare il ritmo di vendita;
4) Effettuare l’ordinazione delle merci al fornitore 

 

 

 

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Gli stipendi sono determinati da funzioni sociali per es. lavori più pesanti e usuranti vengono pagati di più,

In ogni caso, lo Stato non ha alcun vincolo per quanto riguarda il numero di biglietti di banca stampati, a cui viene attribuito un valore nominale non negoziabile dal cittadino.

Gli stipendi, e in generale, i guadagni personali sono determinati in base al principio della sostituibilità: cioè, sono tanto più bassi quanto più facilmente quelli che lo fanno possono essere sostituiti.
Il datore di lavoro è vincolato globalmente dai ricavati della vendita in proporzione al costo di produzione.

6

I prodotti sono di varietà limitata, decisa con un programma statale, e in quantitativi a consumo programmato:
es. tipico:
100 milioni di abitanti, tutti hanno bisogno di scarpe, perciò si producono 100 milioni di paia di scarpe all’anno, solide e robuste, ma di un solo modello.

I produttori sono in concorrenza, perciò devono studiare forme e modelli differenti, variamente attraenti, per invogliarne l’acquisto, senza poter conoscere anticipatamente i quantitativi che sarà acquistato.
es. tipico:
100 milioni di abitanti, tutti hanno bisogno di scarpe, ci sono molti produttori che cercano di ritagliarsi una quota di mercato, ma se aumenta la produzione di uno diminuisce quella degli altri.

 

 

 

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Le consegne ai negozi sono determinate da dati statistici, per es: 1 paio di scarpe all’anno a testa, un pollo al giorno a testa, una pagnotta al giorno a testa ecc. calcolando il numero di abitanti per quartiere e creando un outlet di capacità proporzionata a quel numero.

L’ordinazione delle merci da parte del commerciante è una lotteria, in quanto non saprà mai con sicurezza se i prodotti saranno venduti, e in quanto tempo.

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Il denaro disponibile ai cittadini è abbondante in quanto viene distribuito dallo Stato in base al principio della necessità.

Il denaro disponibile ai cittadini è limitato, in quanto viene determinato globalmente dal principio del costo/produttività del lavoratore, e individualmente dal principio della sostituibilità.

9

TUTTI GLI UOMINI (E TUTTI GLI ESSERI VIVENTI) SONO UGUALI PER UN ASPETTO ISTINTIVO PRIMORDIALE: QUELLO DELL’ACCAPARRAMENTO

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Una volta entrato nel negozio, il compratore tende ad accaparrarsi di tutta la merce presente nel negozio fino ad esaurimento.

Una volta entrato nel negozio, il compratore ripartisce le sue limitate risorse finanziarie secondo una scala di valori personali valutando le proprie necessità per vivere secondo il proprio stile di vita.

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Di questo si resero conto immediatamente le autorità comuniste al momento della presa del potere: i cittadini facevano man bassa di tutto quello che c’era in negozio, i primi 100 uscivano con le borse piene, e quelli che arrivavano dopo trovavano il negozio vuoto.

Nella società capitalista, con l’andare dei secoli si è sviluppato un sistema distributivo basato sulla figura del commerciante, che possiamo descrivere come segue:

Il commerciante è il rubinetto che regola il flusso di merci dal produttore al consumatore.

l commerciante ha un obbligo di fornitura nel confronti di TUTTI i consumatori, non solo dei primi dieci o cento che si presentano nel negozio.

Quando vede che il prodotto disponibile a magazzino è in rapida diminuzione, si mette immediatamente in contatto con il fornitore e chiede altra merce.

Se le capacità produttive del fabbricante permetto il ripristino immediato delle scorte, viene effettuata una consegna immediata.

Poiché in ogni caso la quantità disponibile di beni è limitata da fattori quali materie prime e manodopera necessaria per la loro lavorazione, che sono un quantitativo “finito”, a un certo punto il produttore dirà, non posso consegnare per un’altra settimana … un altro mese .. due mesi .. ecc..

A questo punto il commerciante deve regolare il deflusso di merci che ha disponibili per poter soddisfare i clienti per il periodo corrispondente.

L’unico metodo che può usare, nel nostro sistema economico (altrimenti vedi il caso dell’altra colonna), è quello di aumentare il prezzo, in modo che la gente riduca il consumo di quel prodotto.

Ovviamente può succedere il contrario: i suoi magazzini sono pieni di una merce che non si muove, che costa in ogni caso perché lo spazio di magazzino costa, perciò per liberarsene riduce il prezzo ad un livello in cui aumenta il deflusso.

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Le autorità trovarono quindi il rimedio: il libretto delle razioni: visto che il denaro non aveva nessun valore reale (in quanto non era basato sullo scambo di servizi tra gli uomini), le merci venivano consegnate a titolo personale, sempre secondo il principio di equità, per es: 1 paio di scarpe all’anno a testa, un pollo al giorno a testa, una pagnotta al giorno a testa ecc. segnandole sul libretto nominale delle razioni.

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Poiché le programmazioni statali sono basate sul concetto di un bisogno che è teorico e basato su giudizi morali delle necessità umane, saranno sempre inadeguate a soddisfare i bisogni degli uomini in carne ed ossa, che dovranno ricorrere al mercato parallelo (mercato nero). Esso consiste nel baratto di merci o servizi tra chi è riuscito ad accaparrarsi i prodotti al mercato ufficiale.

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Tutti abbiamo visto (o dovremmo vederli, questi film dovrebbero essere obbligatori alla televisione e nelle scuole), i film dei poveri cittadini dei paesi comunisti in fila nella neve alle cinque del mattino per aspettare l’apertura dei negozio alle 9, ritirare le merci a cui hanno diritto; dopo poche ore tutte le scorte di magazzino del negozio sono esaurite, per cui, nonostante gli sforzi repressivi delle autorità, il mercato nero fiorisce in quanto è indispensabile per far fornte alla scala di bisogni reali dei cittadini, con gente che scambia il paio di scarpe ricevute per diritto con i rotoli di carta igienica o il paio di guanti di cui ha bisogno per suoi problemi personali, ecc. ecc. con una ridistribuzione basata sui bisogni reali e non teorici.

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Nessuna organizzazione sociale basata sulla programmazione statale sarà mai in grado di programmare la produzione e il consumo tenendo contro dei bisogni di TUTTI i cittadini, ci saranno sempre enormi differenze tra quello che i governanti pensano sia giusto dare e quello che i cittadini effettivamente desiderano.

 

 

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La stessa cosa vale per l’azienda produttrice, che ha nei confronti del rivenditore lo stesso obbligo di continuità di fornitura.
Basandosi sulla disponibilità di materie prime e di manodopera per lavorarla, fissa un determinato prezzo di vendita ai rivenditori basato sul:
costo di produzione (materie prime, manodopera, costi delle attrezzature produttive, rimborso di prestiti bancari ecc.)
+ guadagno (risorsa per investimenti);

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Se la richiesta di flusso di merci in uscita è superiore alle capacità produttive a lungo termine, l’unica cosa che il produttore può fare per rallentare il flusso è quello di aumentare il prezzo fino al punto di equilibrio.

Se le materie prime aumentano grazie alla scoperta di nuovi giacimenti, o alla scoperta di materie prime alternative di costo inferiore, oppure c’è un aumento di manodopera disponibile con conseguente abbassamento degli stipendi e salari, o si introducono nuovi processi di lavorazione con maggiore produttività, alcune aziende possono aumentare la produzione e ridurre i prezzi, obbligando tutte le altre a fare lo stesso o perdere quota di mercato e fare fallimento.

 

 

Apparentemente l’aumento di prezzo per ridurre il flusso di merci è un guadagno immeritato da parte del rivenditore/produttore, ma dobbiamo ricordare che:
Ci sono spese fisse inevitabili, che rimangono costanti quali che siano i volumi venduti.
Per esempio: con una vendita di dieci casse di prodotto il commerciante può pagare:
l’affitto o il mutuo del negozio,
l’acqua, l’energia elettrica e il riscaldamento ecc.
Lo stipendio dei personale dipendente.
La propria ricompensa per il proprio sostentamento.
Eventuali risparmi per futuri investimenti

Se c’è una carestia o un esaurimento della materia prima, per cui il produttore fornisce solo cinque casse, tutte le spese rimangono immutate, per cui ciascuna cassa dovrà essere venduta ad un prezzo doppio rispetto in una situazione di abbondanza. Il prezzo è aumentato, ma in realtà il venditore non ne ha alcun profitto, perché il quantitativo di merce veduta è dimezzato.

A questo punto sarà cura dell’acquirente valutare le proprie priorità, riducendo il consumo all'essenziale o passando a prodotti sostitutivi più abbondanti.

 

DOBBIAMO ARRENDECI ALL’EVIDENZA CHE:
IL QUANTITATIVO DISPONIBILE DI MATERIE PRIME NON È ILLIMITATO,
DOBBIAMO PAGARE LA GENTE CHE LAVORA PER METTERLE A DISPOSIZIONE DI CHI LE DESIDERA,
TUTTI CERCANO DI LAVORARE IL MENO POSSIBILE E NEL CONTEMPO VOGLIONO PIÙ PRODOTTI E PIÙ SERVIZI,
LE CAPACITA DI OGNUNO DI NOI DI PRESTARE SERVIZI SONO DIFFERENTI ED UNICHE.
I POLITICI CHE PROMETTONO CHE QUANDO SARANNO AL POTERE SARANNO IN GRADO DI ORGANIZZARE LE COSE IN MODO CHE TUTTI
POTRANNO AVERE UNA QUANTITA ILLIMITATA DI TUTTI I PRODOTTI,
E CONTEMPORANEAMENTE TUTTI POTRANNO LAVORARE MENO ORE AL GIORNO E PER MENO ANNI,
COMMETTONO UNA VERA E PROPRIA TRUFFA IDEOLOGICA AI DANNI DEI LORO ELETTORI, CHE AVRANNO SOLO SE STESSI DA RIMPROVERARE SE UNA VOLTA AL POTERE QUESTI POLITICI DELUDERANNO LE LORO ASPETTATIVE.

 

 


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