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Il fallimento sociale della strategia educativa attuata dal governo laburista

19.9.09

Secondo alcune indagini sociologiche eseguite recentemente, durante questi 15 anni di governo laburista le differenze di classe sono aumentate e la mobilità sociale è progressivamente diminuita.

Risultato stupefacente per un governo che si autodefinisce di sinistra e che persegue a parole il programma dell'eliminazione delle differenze sociali e il progresso delle classi svantaggiate.

Prendiamo in esame le strategie perseguite e dei presupposti su cui sono basate.

Per capire dove siamo occorre sapere da dove veniamo, ricapitoliamo quindi brevemente la storia dell’uomo.

Il concetto dell’uguaglianza è una novità nella filosofia umana.

Storicamente, ogni gruppo umano si è sempre dichiarato superiore agli altri. Il nome stesso delle nazioni lo rivela. Nella maggior parte dei casi, il nome che ogni gruppo si attribuisce significa “veri uomini” (inuit) uomini nobili, guerrieri valorosi ecc. (alemanni ecc.), e i nomi dei popoli confinanti sono spesso epiteti derogatori (“incapaci di parlare” (niemetz), “vagabondi” (wenden), ecc. ecc.).

Nei miti di creazione tribale, quasi sempre l’antenato è un dio che si unisce a una donna, mentre i popoli vicini sono il risultato dell’unione di demoni coi mortali.

Dopo la creazione dello stato, la discendenza diretta dalla divinità è riservata alla stirpe reale, che porta nel sangue un diritto inalienabile al potere sociale.

Con lo sviluppo del monoteismo ebraico, per sottolineare l’immensità della grandezza divina, venne formulato il concetto che tutti gli uomini, dallo schiavo più umile al più grande imperatore, siano uguali di fronte alla grandezza di dio.

Nel medioevo europeo, le stirpi dei governanti sottolineavano la loro differenza biologica dai popoli soggetti dichiarando che persino il loro sangue era diverso, di colore blu, e affermando che il matrimonio con un comune mortale facesse perdere il diritto al governo.

Questo fino alla nascita della ricca borghesia commerciale-industriale. Per riscattare le proprie umili origini essa ricorse all’opera di alcuni filosofi che, prendendo il concetto ebraico dell’uguaglianza tra gli uomini, ma privandolo della componente divina, ipotizzarono che tutte le differenze tra gli uomini fossero dovute all'educazione. Si arrivò a proporre un esperimento sociale grandioso: se cento neonati della nobiltà fossero stati allevati in famiglie del popolo, mentre cento neonati del popolo fossero stati allevati a famiglie nobili, il risultato sarebbe stato che i cento cresciuti nell’ambiente aristocratico sarebbero stati altrettanto colti, arroganti e depravati quanto i loro compagni geneticamente nobili, mentre i cento allevati tra il popolo sarebbero stati altrettanto rozzi, ignoranti e volgari quanto gli altri membri della loro classe.

Ma questo concetto venne ulteriormente sviluppato nel concetto meritocratico (Napoleone: ogni soldato ha un bastone di maresciallo nella giberna) sino ad arrivare ad un concetto finale di totale equivalenza tra gli uomini (Lenin: potrei prendere una massaia e farla ministro delle finanze).

Queste idee hanno portato in Europa all'organizzazione di scuole per le masse destinate all’educazione generale della popolazione, mentre in Inghilterra, mai raggiunta dalla rivoluzione egalitaria francese, il sistema scolastico continua da secoli ad essere organizzato in scuole “pubbliche”, in realtà a pagamento da parte di genitori che potevano permetterselo, e di scuole statali che erano fondamentalmente degli edifici dove i genitori potevano lasciare i propri figli durante il giorno, dove imparavano appena a leggere e scrivere, finché non avessero raggiunto l’età per lavorare.

C’erano però delle scuole speciali, che introducevano un correttivo meritocratico nel sistema, le “Grammar School” a cui potevano accedere bambini di qualsiasi classe sociale, purché eccellessero nello studio. Questo dava modo ai bambini estremamente intelligenti di origine operaia di accedere ai livelli superiori dell’educazione e quindi di scalare la gerarchia sociale.

L’arrivo dei laburisti al potere, con la loro impostazione ideologica dogmaticamente basata sul concetto leninista dell’intercambiabilità totale tra tutti gli uomini, li indusse ad eliminare le Grammar School, in modo che da forzare tutti i bambini a frequentare la stessa scuola, indipendentemente dalla loro capacità.

La realtà che non tutti i bambini sono in grado di recepire in eguale misura l’insegnamento impartito dagli insegnanti, a cui si è aggiunto il rifiuto della selezione degli alunni nel passaggio da una classe a quella superiore, ha portato alla riduzione del livello dell’insegnamento al minimo comun denominatore, per cui gli studenti ricevono voti sempre più altri con una difficoltà decrescente negli anni.

Ovviamente, sia i datori di lavoro che gli istituti di educazione superiore si rendono conto e denunciano il fatto che i nuovi immessi sul mercato del lavoro o dell’istruzione sono per una buona metà funzionalmente incapaci di leggere, scrivere e far di conto.

Le università hanno dei criteri di selezione basati sui risultati degli alunni nelle scuole superiori, e di conseguenza, poiché la qualità degli studenti che escono dalle scuole statali è sempre più scadente, ne consegue che nei quindici anni del governo laburista è aumentato progressivamente il numero di studenti provenienti da scuole private, che hanno mantenuto la severità tradizionale, ma che essendo molto costose sono accessibili solo agli studenti provenienti dalle classi più agiate.

Confrontati con la denuncia da parte dei loro opponenti politici dei risultati assolutamente contrari alle loro dichiarazioni programmatiche, i laburisti non hanno pensato di meglio che barare al gioco cercando di agire sui risultati degli esami. Per esempio, assegnando punteggi agli studenti per soggetti quali “come prendere l’autobus”, o togliendo l’obbligatorietà dalle materie di base, per cui ogni soggetto ha lo stesso valore. Di conseguenza, nessuno studia più materie difficili, come le lingue o la matematica, per dedicarsi a corsi di “apprezzamento dell’arte” e simili.

Questo non è stato sufficiente per favorire l’ingresso di studenti provenienti dalla classe operaia, per cui viene imposto alle università di favorire l’ammissione di studenti i cui genitori NON siano in possesso di una laurea universitaria. Oppure si obbligano le università ad ammettere un numero maggiore di studenti provenienti dalle scuole peggiori.

Questa è una strategia folle, particolarmente se associata alla politica di libertà d’immigrazione dei laureati provenienti da tutto il mondo, e particolarmente dall’Europa, per cui i datori di lavoro assumono un numero sempre maggiore di lavoratori stranieri, molto più istruiti, riducendo ulteriormente le possibilità di scalata sociale da parte degli inglesi di origine sociale svantaggiata.