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Il Federalismo in Germania
Autore:
Andrea Masciavè
22.01.09
Per cominciare ad introdurre il Federalismo tedesco, si deve partire prima di tutto dalle popolazioni da cui è rappresentato.
Il popolo tedesco è essenzialmente il prodotto della fusione di diverse stirpi germaniche come i Franchi, i Sassoni, gli Svevi e i Bavaresi.
La forma originale di queste vecchie stirpi è scomparsa da molto tempo, ma le loro tradizioni ed i loro dialetti continuano a vivere in gruppi regionali
La Repubblica Federale di Germania è costituita da 16 Länder (regioni) che hanno una propria Costituzione e un'ampia sovranità.
Ma come funziona questo federalismo?
La Germania è stata fondata nel 1871, molto tardi rispetto agli altri paesi dell'Europa, più tardi anche dell'Italia fondata nel 1860.
Gli stati autonomi che allora formavano la Germania - la Prussia, la Baviera, la Sassonia e molti altri - continuavano ad esistere come entità amministrative con una notevole influenza sulla politica nazionale.
Questo ordinamento federale della Germania è stato interrotto solo dallo stato rigidamente centralista dei nazionalsocialisti tra il 1933 e il 1945.
I 16 Länder nella loro forma attuale sono stati fondati per lo più dopo il 1945 tenendo in parte conto delle vecchie affinità di popolazioni e dei confini storici.
L'obiettivo del federalismo è garantire l'unità verso l'esterno e la molteplicità all'interno.
Ogni regione ha il diritto di darsi una propria Costituzione, ha un proprio governo, un parlamento eletto ogni 4 o 5 anni, un Presidente del Consiglio, dei ministri e ministeri. Il parlamento può emanare delle leggi regionali e dei decreti.
La Costituzione regionale e le leggi non possono però in nessun caso essere in contrasto con leggi nazionali. Spesso le leggi nazionali determinano una cornice unitaria, all'interno della quale le regioni fanno quello che ritengono giusto.
Le autonomie riguardano soprattutto:
- la scuola, le università, la cultura,
- la polizia,
- il diritto comunale,
- una parte del diritto tributario,
- legislazione (in collaborazione con lo stato) in molti campi,
- quasi tutto il lavoro di amministrazione interna.
In molti campi e nell'economia, lo stato e le regioni agiscono insieme in propri spazi predefiniti. In sostanza, solo gli affari esteri, una parte del diritto tributario, il settore valutario e monetario, il traffico aereo, la dogana e le forze armate sono di competenza e amministrazione esclusiva dello stato.
Tutti i tribunali, con eccezione della Corte Costituzionale e delle Corti superiori, sono di competenza dei Länder.
Per garantire, nonostante tutte le diversità, una certa omogeneità indispensabile, nel settore scolastico o anche in altri campi, i Länder fanno degli accordi tra di loro che, una volta approvati, sono vincolanti per tutti.
Anche i Comuni hanno dei propri spazi autonomi. La Costituzione della Germania garantisce espressamente l'autonomia amministrativa delle città.
Il diritto comunale è di competenza dei Länder; le costituzioni comunali (per es. anche il sistema elettorale) presentano grosse differenze tra una regione e l'altra, dovute anche a motivi storici.
Lo spazio autonomo dei comuni riguarda soprattutto:
- il traffico locale, la costruzione di strade,
- il rifornimento di elettricità, luce, gas, etc.,
- l'urbanistica,
- possibilità (regolata da leggi regionali) di applicare delle tasse e imposte proprie,
- costruzione e manutenzione di scuole ed ospedali, teatri, musei e campi sportivi,
- l'istruzione per adulti e l'assistenza ai giovani.
Anche se i comuni possono applicare delle tasse e imposte proprie, la gestione dei compiti sopraindicati supera molto spesso le possibilità dei comuni.
Per questo, i comuni possono chiedere aiuti al distretto, l'entità territoriale successiva o anche alla regione.
Ci sono delle regioni economicamente più forti e ricche rispetto alle altre in alcune regioni la disoccupazione è bassa, in altre è altissima, una crisi in un settore industriale può colpire duramente una regione, ma non le altre. Tutto questo crea squilibri tra le regioni e può influenzare il livello di vita dei loro abitanti.
Le tasse che si pagano sono suddivise in tasse che vanno allo stato, tasse che vanno direttamente alle regioni, quelle che vanno ai Comuni e quelle che vengono distribuite in vari modi tra queste tre entità federali.
Competono al governo centrale tutti i dazi e le imposte agricole (che poi vengono versate a Bruxelles), le imposte sui beni di consumo, come il caffè , il tabacco, gli oli minerali, le grappe, gli spumanti (esclusa la birra, di competenza dei Lander). Mentre rimangono alle "Regioni" l'imposta sulle successioni, sull' auto, sui giochi (lotto, lotterie, casino' e corse dei cavalli), nonché le tasse sulla birra e sugli acquisti di terreni e fabbricati. Terreni e fabbricati, inoltre, sono soggetti a una tassa annuale comunale (Grudsteuer) che varia fra il 2,6 - 3,5 per mille del valore fissato ogni anno dallo stesso ente locale. L'85 per cento del totale delle imposte sul reddito delle persone fisiche (Einkommensteuer, l'equivalente della nostra Irpef) viene ripartito equamente tra Bund e Lander, mentre il rimanente 15 per cento è versato ai Comuni. Il gettito delle imposte sui redditi delle società (Koerperschaftssteuer, l' equivalente della nostra Irpeg) è diviso al 50 per cento fra Bund e Lander. Uno dei nodi più complicati del sistema fiscale tedesco è rappresentato dalla suddivisione del gettito dell' Iva (l' imposta sul valore aggiunto). Partiti con il 60 % riservato al governo centrale e il 40 % ai Lander, si è poi arrivati al 50 % ciascuno. "Infine oltre alla tassa sugli immobili e a quella sulle bevande, i Comuni beneficiano della Gewerbestueuer, l' imposta sulle imprese commerciali che corrisponde alla nostra vecchia Ilor". Le aliquote sono molto diverse da città a città (variano dal 15 al 20 per cento dell' utile delle imprese) tanto che sono uno dei parametri presi in considerazione prima di stabilire dove è più conveniente aprire un' attività commerciale. Per esempio, a Francoforte il prelievo è molto forte: quindi, anche le grandi società , come le controllate di Deutsche Bank, hanno deciso di traslocare nella vicina cittadina di Eschborn, nella quale le imposte comunali sono bassissime.
Rissumendo:
ALLO STATO Imposte agricole, tasse su: caffè , tabacco, oli minerali, grappe, spumanti, 42,5 % Irpef, 50 % Irpeg, 50 % Iva
AI LANDER Imposte su: successioni, auto, giochi, birra, terreni, fabbricati, 42,5 % Irpef, 50 % Irpeg, 50 % Iva
AI COMUNI Imposta su terreni e fabbricati, 15 % dell' Irpef, l' Ilor
Uno dei punti cardine del sistema fiscale tedesco consiste nel Landerfinanzausgleich, cioè nella redistribuzione delle entrate dei diversi Stati federali fra Lander ricchi e quelli meno sviluppati. La costituzione della Germania dice espressamente che il Governo nazionale ha tra i suoi compiti l'omogeneizzazione delle condizioni di vita nelle varie parti della Germania.
Federalismo significa anche solidarietà e questo è uno dei motivi per cui il federalismo in Germania funziona piuttosto bene ed è accettato da tutti.
Comunque, dopo la caduta del Muro, questo principio e stato contestato nella sua applicazione pratica, soprattutto dalle Regioni più ricche, come il Baden - Wuerttemberg, la Baviera, l' Assia. Se prima della caduta del Muro, ad esempio, la compartecipazione faceva "perdere" alle Regioni più ricche uno o due miliardi di euro, dopo la riunificazione si è passati anche a 8 - 10 miliardi. Il procedimento di redistribuzione avviene secondo un sistema complicatissimo che tiene conto dei diversi livelli di ricchezza e dove entrano in gioco anche trasferimenti dal centro alla periferia. E, per un paradosso tipico dei sistemi fiscali moderni, spesso le aree più povere godono di una ricchezza finanziaria superiore a quella delle zone più industrializzate. Per porre fine a questa iniquità , le Regioni più produttive hanno presentato ricorso alla Corte costituzionale, per porre un termine entro il quale la ex Germania si impegni a raggiungere un livello di autonomia economica e sociale tale da non dover piú dipendere assistenzialmente dagli altri stati in modo cosí forte come ora. Al momento questo temine non esiste.
Per quanto riguarda l’ordinamento politico, il "Bundesrat" è la seconda camera del Parlamento, e rappresenta le regioni. Questa camera ha 68 deputati che non sono eletti direttamente dal popolo, ma sono rappresentanti delegati dai governi delle regioni. Il numero di deputati di ogni regione dipende dalla sua grandezza, sono comunque molto avvantaggiate le regioni piccole: la regione Brema con ca. 700.000 abitanti ha 3 deputati, la Regione di Nordreno-Vestfalia con quasi 18 milioni di abitanti ha 6 deputati. deve essere coinvolta nella legislazione in tutti i casi in cui una legge tocca gli interessi regionali (in pratica nel 70-80% dei casi). Una tale legge passa solo se viene approvata non solo dalla prima camera, il "Bundestag", ma anche dal "Bundesrat". In questo modo, le regioni hanno una notevole influenza sugli affari dello stato.
Nelle votazioni del Bundesrat, l'interesse dei Länder prevale spesso sugli interessi di partito, nè i partiti di Governo, nè quelli di opposizione (nella prima camera nazionale) possono essere sicuri che un Governo regionale formato dallo stesso partito ne segua tutte le direttive. Succede spesso che le alleanze del Bundesrat cambiano a secondo dell'interesse regionale toccato.
Dato che un cambiamento nel Governo di una regione cambia automaticamente la rappresentanza di quel Governo regionale nel Bundesrat può succedere che il partito di maggioranza nella prima camera vada in minoranza nella seconda camera (o viceversa). Ma questo non significa impossibilità di governare:
- Le regioni sono molto orgogliose delle loro autonomie e l'esito di una votazione nel Bundesrat è spesso meno scontato di uno nella prima camera, nel "Bundestag".
- Il Presidente del Bundesrat è per legge il Vicepresidente della Repubblica Federale.
- Dato che il Presidente del Bundesrat cambia, secondo un turno prestabilito, ogni anno, anche alle regioni più piccole tocca regolarmente quest'incarico molto importante dello stato federale.
- Il sistema elettorale della Germania è in sostanza proporzionale, cioè un 30% di elettori che si esprimono per un partito significa che questo partito avrà (circa) un 30% dei seggi nel parlamento.
- Per evitare un frazionamento del paesaggio politico è stata introdotta la "clausola del cinque per cento": per entrare in parlamento un partito deve avere almeno il 5% dei voti.
- Ci sono anche degli elementi maggioritari: l'elettore ha infatti due voti a disposizione.
- Un voto è per il partito, questo voto determina (in modo proporzionale) il numero dei seggi che questo partito avrà in parlamento e questo voto è quello più importante.
- L'altro voto è invece per un candidato del suo collegio elettorale, viene eletto (a maggioranza semplice) chi ha ottenuto il maggior numero di voti.
- Se un partito ha 3 candidati eletti direttamente non è più sottoposto alla clausola del 5%. Si potrebbe quindi dire che il sistema elettorale è proporzionale con dei "correttivi maggioritari".
- A livello comunale e regionale il sistema elettorale può essere diverso, perchè è di competenza regionale determinarne le regole.
Una riflessione va fatta anche sulla particolarità del sistema elettorale bavarese,
differente per vari aspetti da quello adottato a livello federale e negli altri Länder tedeschi: in
primo luogo, i partiti non presentano un’unica lista di candidati in tutto il territorio del Land,ma approntano al contrario una lista specifica per ciascuna delle sette circoscrizioni in cui esso è suddiviso, con la conseguenza che gli stessi esponenti di punta dei partiti possono candidarsi in una sola circoscrizione; inoltre, il secondo voto, quello tradizionalmente “di lista”, viene espresso in questo caso ancora a favore di un candidato, a prescindere dalla sua posizione nell’elenco approntato dal partito di appartenenza: conseguentemente, questo secondo voto, abitualmente a carattere proporzionale e che continua ad essere decisivo ai fini di stabilire se un partito abbia o meno superato la fatidica soglia di sbarramento del 5% dei voti “di lista”, viene comunque ancorato ad una preferenza personale, piuttosto che al mero consenso espresso dagli elettori nei confronti di un partito. Infine, il numero dei seggi spettanti a ciascuna formazione viene stabilito unendo il primo ed il secondo voto, conteggiando il risultato secondo il principio proporzionale – a differenza di quanto accade a livello federale, dove a questo scopo viene preso in considerazione solo il risultato espresso dalle seconde schede.
Il tutto, dunque, si traduce in un certo incremento del livello di “personalizzazione” delle candidature che, pure in un sistema partitico tradizionalmente rigido come quello tedesco, non può non provocare conseguenze sul piano degli esiti elettorali.
I partiti politici più importanti
- SPD (partito socialdemocratico / centro-sinistra)
- Die Grünen / Bündnis 90 (verdi, partito ecologico / sinistra)
- CDU / CSU (unione di due partiti democristiani / centro-destra)
- FDP (partito liberale / centro)
- PDS (ex-partito comunista della Germania dell'est / sinistra)
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