Mio articolo |
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Il nucleare italianoC.A. Prof. F. Sircana Ho letto con interesse l'articolo in oggetto e poichè lavoravo a Montalto di Castro (Vt) quando il messo comunale ci consegno l'ordine di sospendere i lavori firmato dall'allora sindaco Leo Lupidi, dopo la sospensione per verifiche AIEA di Vienna e dopo il nulla-osta a ripartire con i lavori a marzo 1987... ci fu la caduta del governo Goria (oggi sottoterra) - Amato (sempre in piedi... politicamente parlando) ed avrei alcune integrazioni e precisazioni alla sua analisi: conto di acquistare presto la rivista Polis di Aprile 2007. Ed ora vengo ad alcuni flashes seguendo il suo scritto. 1) Nucleare anni fine anni ‘50-primi anni '60 L'apripista fu E.Mattei dell'ENi con l'ordine di una centrale tipo G.G.R (gas-grafite) e con un primo coinvolgimento dell'industria italiana; subito dopo, per dimostrare che anche le società elettriche non erano da meno rispetto all'intruso Mattei che dal petrolio e dal metano voleva irrompere nell'energia elettrica, ci fu l'ingresso della Edison che ordinò la centrale alla Westinghouse per Trino Vercellese e della SME che costituì la SEN per la centrale del Garigliano 1.1) Trino: La Edison si affidò alla Westinghouse che fece il progetto (PWR) con la società Gibbs $ Hill (che poi troveremo a Caorso ed a Montalto per il progetto civile-impiantistico dell'isola nucleare) ed esendo la licenziante ordinò alle sue licenziatarie nel modo seguente: la Turbina a Vapore alla F.Tosi, l'alternatore alla E.Marelli mentre ordinò alla Fiat TTG alcuni componenti di scambio termico. 1.2) Garigliano: La SENN (costituita dalle aziende IRI) ordinò l'isola nucleare alla G.E. (progetto BWR) mentre la turbina a vapore, l'alternatore ed i componenti di ciclo termico furono ordinati all'Ansaldo/Ansaldo San Giorgio in quanto licenziatarie della G.E. L'inizio del nucleare italiano sembrava promettente ma ci furono alcuni fatti importanti che lo fermarono per anni: -la morte di E.Mattei nel 1962 e l'inaugurazione..in silenzio di una centrale considerata... costosa nel 1964 (Saragat ed altri settori del centro sinistra appena sorto con la nazionalizzazione dell'energia elettrica e la costituzione dell'Enel - fine 1962) -il caso Ippolito del 1964 che tolse la spinta iniziale del CNRN poi diventato CNEN e ..dopo come il cieco si chiama non vedente..ENEA Dopo la fine della prima puntata con l'entrata in servizio della centrale del Garigliano (1965) i poli "nucleari" italiani erano Roma (Enel CTN, CNEN) e Milano (Enel CTN e CISE, CESI;ISMES, Agip Nucleare) e poi c'erà l'industria manifatturiera concentrata a Genova, Milano, Sesto San Giovanni, Legnano, Bergamo. La logica avrebbe voluto che l'Italia copiasse la Francia concentrando l'impiantistica a Roma (sede principale) come a Parigi c'è oggi l'AREVA... ma ci fu il trasferimento della direzione della Fincantieri (A.D. ing. Vittorio Fanfani) da Genova a Trieste (1966)ed il pacchetto compensativo per Genova fu quello di concentrare su Genova nuove attività legate alla ripresa del settore nucleare il cui primo ordine arrivò poi nel 1969 per la centrale di Caorso. Dal punto di vista politico la DC puntò su Trieste ed il PCI.(sindacati & C.).. ne ebbe un vantaggio in termini di consensi per il mantenimento dei livelli occupazionali nell'ambito dell'industria IRI con successive salite ai vertici di aziende IRI di managers vicini al PCI che rimpiazzarono tanti managers DC e PRI, non tanto negli anni '60 quanto a metà anni '70 durante gli anni del compromesso storico...fino ad oggi. 2) Caorso: Enel avrebbe voluto assegnare l'ordine per "lotti" mentre, in vista di possibili commesse all'estero, l'Ansaldo in Joint-Venture con la G.E. ottenne di ricevere l'ordine con formula "chiavi in mano" che consentiva una gestione dalle opere civili all'avviamento; fu il primo ed ultimo ordine "chiavi in mano" perchè mentrre l'Enel aveva 3.000 persone nel settore "progettazione e Costruzioni", l'Ansaldo costituì una società impiantistica di 1.000 persone (AMN) che poi ebbe problemi nel periodo dopo Caorso-ante Montalto con prepensionamenti etc. etc. Nello stesso periodo i "privati" non si lanciarono nel businnes nucleare dove entrarono solo dopo il 1975 all'annuncio del piano da 20 impianti nucleari. 3) Altri fatti degli anni '70 La crisi petrolifera ed il piano nucleare preparato dal ministro dell'Industria C. Donat Cattin (1975) vide il sorgere di altri poli impiantistici oltre all'unico esistente (gruppo Ansaldo che nel frattempo aveva acquisito la Breda Termomeccanica ) ed in particolare: 3.1) Polo privato di riferimento alla Fiat:società impiantistiche (SIGEN e SOPREN), consorzio per realizzare impianti per lotti (Elettronucleare con Tosi, Marelli, Fiat TTG e Breda Termomeccanica in quanto unico manifatturiero di vessel con l'ASME Stamp "N" sia per reattori tipo BWR sia tipo PWR. 3.2) Polo privato con riferimento al TIBB. consorzio SPIN (Tibb, Belleli) 3.3) Polo ex Eni con Agip Nucleare ed Italimpianti per centrali nucleari con tecnologia canadese (CANDU) Il piano del 1975 prevedeva prima 20 nuove centrali, poi ridotte a 12 e poi ancora ad 8 (1979) e poi nel 1981 erano diventate 6 oltre a quelle di Montalto già ordinate nel 1973 e non facenti parte del piano del 1975. Gli ordini assegnati e posticipati per lungo tempo negli anni '70 furono le centrali di Alto Lazio (tecnologia BWR) assegnato alla J.V.AMN-GE e di Basso Molise assegnato alla SIGEN(tecnologia PWR) ed in entrambi i casi si trattava di due gruppi da 1000 Mw cad.per ciascun sito. Poi gli ordini furono sospesi e mentre Montalto riparti nel 1981....per il Basso Molise non se ne fece nulla ed anche per questo la Fiat uscì dal settore e la Sigen (che avrebbe dovuto assumere 1000 persone) fu.. chiusa e ceduta all'Ansaldo nel 1980, che rimase l'unica industria nucleare e ricevette nel 1985 l 'ordine per la centrale di Trino 2.... e poi arrivò il referendum del 1987 ed arrivò la parola... fine del film. Se negli anni ' 80 l 'Ansaldo si muoveva nella direzione di diventare il polo italiano dell'energia anche perchè la E.Marelli fallì nel 1980, il TIBB era senza lavoro e nel 1986, con la costituzione dell'ABB (Asea -Brown Boveri azionista del Tibb) portò alla fusione con la F.Tosi e l'ABB entrava in possesso del 50% dell'industria elettromeccanica italiana e poi si arrivò ad un accordo tecnologico ed azionario con l'Ansaldo nel 1989. Questo è un altro punto importante di arrivo perchè costituisce la fine dei rapporti tecnologici con la GE iniziati a fine anni '40 nell'ambito del piano Marshall e ci fu lo zampino fin dalla fine degli anni '70 di managers vicini al PCI...per allontanarsi dalle "licenza americane".. Questo allontanamento avvenne pure con la flotta Finmare che...fu rottamata in Italia mentre poteva essere affittata ad operatori americani per il settore crociere nei Caraibi!Per giustificare che le navi viaggiavano in perdita...si diede disdetta a tante agenzie di viaggio USA che procuravano clienti che all'aero preferivano la nave per venire in Europa;cosi con le navi che viaggiavanmo a vuoto, l'aumento del prezzo del combustibile a partire dal 1973...l'on. U.La Malfa poteva sostenere che la flotta Finmare poteva essere mandata a picco... ma la Malfa fece l'Hardware mentre il software era di "altri" nonostante l'IRI avesse managers di sei partiti .., ma a Genova c'era un porto franco... del PCI e dei socialisti che facevano i garzoni a cominciare dal sindaco F.Cerofolini (dal 1976 al 1986) 4) ENI Rimase in posizione di "combustibilista" con Agip Nucleare e Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo (Al); il nuovo ingresso nella produzione di energia, dopo la chiusura della divisione energia della Snamprogetti, avvene solo nel 2000 con la costituzione di Enipower Spa. 5) Conclusioni Lasciamo stare gli errori, i soldi buttati nel 1987, le competenze perse, le persone rottamate oltre alle lotte Eni, Fiat, IRI ci fu una lotta tra correnti DC e poi una lotta PSI (ENI) e PCI (ridotta manifatturiera genovese) mentre la DC lombarda dell'allora presidente della Regione Guzzetti cercava di salvaguardare l'industria elettromeccanica lombarda con ordini di AEM Milano ed ASM Brescia verso le industrie locali. Il nucleare è stata un'occasione persa come pure la chimica, la chimica fine.. dove un'industria chiusa è un'industria persa e se distruggere è stato facile... ricostruire sarà molto, ma molto difficile! Ma.... Spes ultima dea saluti Mario Lauro Commenta |
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