Durante il periodo dell’ultimo governo Prodi, l’abbiamo sentito lamentarsi dei rimproveri di Almunia e della Banca Centrale Europea per le spese sconsiderate dell'Italia. Prodi, seguito a ruota da Bertinotti, accusava Almunia di seguire l'ortodossia monetaria a scapito dell’economia italiana. Che Prodi diceva di voler difendere. Qui veramente non so se Prodi e gli altri della sua parte siano totalmente ignoranti delle basi di economia, o siano troppo furbi ed abbiano mentito sapendo di mentire. In ogni caso hanno cercato di utilizzare il nazionalismo degli italiani per appoggiarlo nella sua azione dissennata, in quanto erano le azioni di Prodi a danneggiare l'economia italiana ed europea, mentre la Banca Centrale Europea cercava di salvarla.
Ora cercherò di spiegare brevemente questo interesse da parte dell'Europa per l'economia italiana.
Bisogna premettere una cosa: tutti i Governi del mondo derubano i loro cittadini, e non sto parlando delle imposte, che sono “neutrali”. Cioè, il denaro prelevato ai cittadini con le tasse viene successivamente rimesso in circolazione e ritorna agli stessi, per cui il ciclo economico è in perfetto equilibrio dinamico.
Mi riferisco invece all’inflazione: Se non ci fosse l'inflazione, i cittadini potrebbero, una volta riscontrato che le loro spese sono, per esempio di 1000 euro al mese, mettere da parte 12.000 euro e prendersi una vacanza di un anno e quei soldi basterebbero.
Ma tutti i Governi spendono più soldi di quello che incassano dalle tasse. Per farlo semplicemente ordinano alla Zecca nazionale di stampare delle banconote soprannumerarie. Se la massa di banconote circolanti aumenta senza che aumentino i beni reali, il valore di questi si adegua in conformità. Per esempio: un oggetto costa 100, il Governo fa stampare 10% in più di carta moneta, e il prezzo dell'oggetto si adegua e diventa 110.
Il guaio è che la persona che aveva messo da parte 100 euro, va per comprare quell'oggetto e trova che ora costa 110 euro, e quindi i soldi non gli bastano. In effetti quei 10 euro che mancano gli sono stati rubati dal Governo. Questo trucco viene fatto da tutti i Governi del mondo, ma a tassi differenti a seconda della loro politica economica. Per evitare che la gente ritiri i propri risparmi da un paese ad alta inflazione per portarli in un paese con inflazione inferiore, i Governi che prevedono di vedersi sfuggire i depositi bancari dei loro cittadini offrono dei tassi d'interesse proporzionati all’inflazione come “premio di fedeltà”. Poiché questo avviene in tutti gli Stati, in realtà il tasso d'interesse serve solo a compensare il differenziale di furto tra un paese all'altro, ma non a compensare totalmente l'inflazione, che viene quindi sempre a gravare sui cittadini.
Quelli che sono danneggiati sono appunto i risparmiatori, che trovano che il valore reale dei loro depositi bancari diminuisce continuamente. Una volta ogni paese europeo agiva in modo indipendente, in quanto aveva la propria moneta, ed era compito dei cambiavalute cercare di stabilire il rapporto di svalutazione di una moneta rispetto alle altre.
Capite perché la Banca Centrale Europea se la prende tanto con Prodi? Ora che la moneta è in comune, se l'Italia mette in circolazione una massa monetaria non coperta da beni reali che sia superiore a quella messa in circolazione dagli altri Stati europei, questo significa che Prodi sta attingendo dai depositi bancari non solo degli italiani, ma anche di tutti i cittadini europei, appropriandosi delle risorse che gli altri Governi volevano di sottrarre ai propri cittadini.
La multa comminata dalla BCE a uno Stato che si rende colpevole di una politica eccessivamente inflazionistica, è sia un risarcimento che questo deve versare agli Stati virtuosi per restituirgli le risorse sottratte in modo surrettizio, che un ammonimento a non continuare per questa strada, vanificandone l’azione poiché lo priva dei proventi di questa manovra fraudolenta nei riguardi degli altri Stati.
La Banca Centrale Europea è stata creata seguendo la falsariga di quella tedesca, in quanto i tedeschi avevano sperimentato sulla propria pelle l’effetto dell’inflazione galoppante durante gli anni trenta, con la conseguenza che ben conosciamo: la nascita del nazismo.
La Germania e gli altri Stati non hanno certo l’intenzione di ripetere l’esperienza, questa volta su scala europea.
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