Mio articolo

Autore: Bruno Brugnoletti
1.01.09

Paradisi fiscali
Ottima soluzione sarebbe quella di eliminarli, purtroppo l'inconveniente è che le leggi debbono essere emesse da quelli che proteggono il ricavato dei loro investimenti, bonuses, golden parachutes e politici e professionisti vari (molto spesso ambo occupazioni) che non riescono a spendere tutti quei soldi anche se volessero. E se li mettessero nelle banche della loro nazione sarebbero soggetti a pagare tasse relative. Quindi si guardano bene dall'uccidere la gallina dalle uova d'oro. Oltre ad essere divenuto contrario nel tempo alla democratica globalizzazione capitalistica - e i risultati si vedono da soli - nel campo squisitamente democratico si vedono opposizioni feroci tra quelli al governo e quelli all'opposizione. La nazione non progredisce ma a nessuno importa nulla. Il risultato da raggiungere è quello di defenestrare gli attuali occupanti per mettercisi loro e godere di tutti gli annessi benefici, fino a cambiare le leggi una volta arrivati al potere per evitare di dover pagare il mal già fatto o da venire. La democrazia moderna ha di fatto unificato i contrapposti partiti facendo divenire molto simile l'agenda dei due antagonisti cosi l'elettorato non avrà altra scelta che lo scambio alternativo delle fazioni in carica permettendo a tutti di gozzovigliare a spese della società. Quindi non vi stupite se si parla cosi male della Cina e di Cuba.  Da osservare che il recente colpo di stato dei militari in Africa (Congo? Guinea?) è stato ignorato dai media italiani. Chissà perché?