Mio articolo

Paura Dell'occhio Malefico (dell'invidia Altrui)
Autore: GZ
01/03/09

La sindrome della "paura morbosa di quello che pensano quelli che hanno di meno nei riguardi di quelli che hanno di più" l'ho notata specialmente in America tante volte e a tanti livelli, sia individuale che collettivo, ed è forse una versione moderna della "Paura dell'Occhio Malefico" (Malocchio) che esiste tra i popoli primitivi, cioè una paura superstiziosa dell'invidia altrui che va esorcizzata.

Ho letto da varie parti che ad esempio tra i popoli dell'Amazzonia che sono quanto di più simile a come eravamo 10 mila anni fa, quando una donna ha un bambino dichiara davanti a tutti in una specie di rito che è di aspetto orribile e la ragione è che così eviterà l'invidia degli altri. In molte società rurali tradizionali sembra che le donne anche oggi protestino se fai complimenti ad un neonato. Gli amuleti con un mezzo occhio che ci sono in molti paesi arabi li ho notati anche io e ti dicono che servono a proteggerti dall'invidia degli altri che magari ti hanno visto con un auto nuova o qualcosa di nuovo o bello.

Ancora oggi ci sono in molti paesi del mediterraneo, india, iran, sudamerica amuleti o piccoli rituali che proteggono dal Malocchio (Evil Eye in inglese, in Grecia matiasma, in Spagna e Messico mal ojo, ayin horeh in ebraico; ayin harsha, in arabo, droch shuil in scozia, mauvais oeil in Francia, bœser Blick in Germania e oculus malus presso i Romani).

La Paura dell'Invidia degli altri è uno dei terrori ancestrali e sopravvive anche oggi e pervade la vita sociale delle società tradizionali che rimangono ferme per migliaia di anni allo stesso livello, Evidentemente però oggi tanta gente nella nostra società è vulnerabile a questo fenomeno.

Vivere in un paese relativamente ricco come l'Italia attiva in molti questo complesso ancestrale e lo esorcizzano in vari modi, chi simpatizza per i palestinesi e gli arabi, chi è comunista e terzomondista, chi ospita come mia cugina extra-comunitari in casa sua o li sovvenziona, chi è sempre per i diritti dei neri, rom, nordafricani o qualunque altro gruppo qualunque cosa facciano solo perché in media meno abbienti...., chi nega disperatamente con argomentazioni sofistiche l'evidenza macroscopica del fatto che altri popoli sono meno civili di noi o anche semplicemente (in media e per il momento) meno intelligenti e più violenti...

È una sindrome che colpisce tanti, la maggioranza non si sacrifica personalmente, ma si dichiara a favore a priori di tutto quello che è povero, terzo mondo o disagiato, quello che sembra all'apparenza "brutto, sporco e cattivo" lo dichiarano sempre buono e meritevole di aiuto, compassione e preferenza. All'atto pratico votano i partiti di sinistra e applaudono da lontano tutte le misure e leggi pro-immigrati o la discriminazione alla rovescia e si sfogano con il disprezzo per i loro concittadini e colleghi conservatori o "razzisti e xenofobi".

Poi però ci sono anche quelli che prendono sul serio l'ideologia a livello personale e vedi casi tristi, non ne cito alcuni di gente che conosco perché ho scoperto che poi capita che qualcuno ti legga.

Ho citato credo questo episodio che mi ha colpito la settimana scorsa, una dottoressa di successo italoamericana ad Atlanta che vive in un condominio di lusso con un appartamento da 2,5 milioni che vuole vendere e si presenta all'ingresso un pregiudicato di colore che ha contattato non si sa come un agente immobiliare dichiarando che vuole comprare un appartamento. La donna li sente e dice che può mostrare il suo appartamento nonostante sia implausibile che l'ex carcerato sia un acquirente e che lei viva sola. Le guardie giurate all'ingresso del condominio (in posti come Atlanta obbligatorie) dicono che lo accompagnano su loro notando la pericolosità potenziale del soggetto, ma la dottoressa gli dice:" No, non voglio che pensi che non ci fidiamo di lui" (intendendo: solo perché nero). Mezzora dopo è morta con la testa spaccata dal pregiudicato che se ne va con le sue carte di credito.

Cose del genere ne ho sentito dozzine, mi viene in mente il figlio del CEO di Time Warner-AOL, Levin che andò a insegnare nelle scuole pubbliche del Bronx. Un giorno gli citofonano due suoi studenti che chiedono di salire con un pretesto, lui li fa entrare, lo legano e lo torturano a morte con dei coltelli per poi prendersi le carte di credito e bancomat. Il padre uno dei managers più importanti d'America da allora fa vita privata.