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Se si ferma l'edilizia si ferma tutto

Ho l'impressione che non ci dicano tutta la verità, come molti sospettano. Ci fanno credere che la crisi sia dovuta a gente che ha comprato le proprie case con un mutuo, e non è in grado di pagarlo.

Queste persone ci sono sempre state, e rappresentano una percentuale minima delle insolvenze. So invece che i meravigliosi grattacieli di Miami, tanto per citare una città, sono mezzi vuoti, così come interi villaggi turistici in Spagna; qui a Londra nella City e Canary Warf c'è una rinnovata corsa alla costruzione di palazzi per uffici che si aggiungono a quelli che sono già vuoti da anni.

I miei amici in tutto il mondo mi informano che anche nelle loro città vengono costruiti interi quartieri che rimangono vuoti. So che vengono stipulati contratti grazie ai quali molti spazi commerciali vengono concessi gratuitamente per un periodo iniziale, e quando arriva il momento di cominciare a pagare, le società che li hanno affittati se ne vanno o dichiarano fallimento perché il volume d'affari non è sufficiente a coprire le spese.

Questi investimenti quindi non rendono nulla agli investitori, provocando la crisi in cui ci troviamo ora. Ora l'intervento del governo USA va a riempire le tasche delle società d'investimento, ma cosa ne faranno della rinnovata disponibilità di credito? Costruiranno altri milioni di metri quadrati di edifici? Ma visto che la situazione non si limita agli USA, anche in Europa e altrove le società d'investimento entreranno in crisi, e non vorrei che fossimo noi come contribuenti a dovere riempire il buco nelle loro finanze.

D'altronde, se si ferma l'edilizia si ferma tutto, miniere, acciaierie, mobilifici, ecc., tutte le industrie connesse significano milioni di occupati/disoccupati. È un cane che si morde la coda in un vicolo cieco.

Qui a una Londra, con un’economia basata sui servizi finanziari, il futuro appare nero, e il governo ha nazionalizzato molte banche in difficoltà, si appresta a ridurre le tasse oggi (con la promessa di riaumentarle in futuro per non provocare inflazione) e gli operatori della City sono costretti a ridurre il consumo di coca e champagne.

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