SpopolamentoOggi vi racconterò un episodio della storia antica inglese che mi ricorda stranamente la situazione odierna. Durante il medioevo, oppressi da un livello eccessivo di tasse, i contadini tentarono di appoggiare la richiesta di tassazioni più eque con la forza delle armi. La risposta del regnante del tempo fu quella di inviare le sue truppe a soffocare la ribellione. I contadini continuarono nella loro lotta armata e le truppe continuarono ad uccidere, finché le campagne rimasero letteralmente spopolate. Niente più contadini, niente più raccolti, niente più soldi per il re. Ma la soluzione venne trovata molto facilmente. Si aprirono le frontiere e si fecero arrivare centinaia di migliaia di contadini olandesi, ancora più disperati di quelli inglesi, a ripopolare le campagne.
Oggi i nostri governanti ricorrono meno spesso a soluzioni così violente. Non ne hanno in effetti bisogno perché da secoli milioni di italiani, spinti dalle terribili condizioni delle regioni in cui erano nati, hanno preso la strada dell'emigrazione. I governanti ci hanno anche speculato sopra, creando il mito dell'italiano all'estero, ambasciatore di civiltà e cultura italiana, magari "popolatore" di terre che dopo l’eliminazione degli indigeni erano rimaste abbandonate. Con il doppio vantaggio che l’italiano all’estero è fonte di rimesse di valuta e rimane un cliente affezionato di prodotti italiani, aumentando le esportazioni. Si fa un gran parlare del fatto che la popolazione italiana è in diminuzione, che gli italiani non fanno più figli. C’è in questo un tono di rimprovero, li si accusa quasi di essere pigri, non più disposti a fare sacrifici, quando è responsabilità precisa dei vari governi succedutisi in Italia di aver provocato il blocco della natalità con un livello senza pari di tassazione, per cui in pratica uno dei coniugi deve lavorare per pagare la casa e l’altro per pagare tutte le altre spese, a cui si aggiunge la carenza totale di servizi per l’infanzia, che fino ad una o due generazioni fa era sopportabile in quanto c’era sempre una nonna o una zia che potevano badare ai piccoli. Oggi, a causa delle grandi trasformazioni sociali avvenute in Italia, questo è un ricordo del passato. Anche in Italia è ormai sempre più diffusa la famiglia nucleare, in cui la coppia può contare soltanto sulle proprie forze, mentre lo stato non ha saputo adeguarsi alla nuova situazione, sia costruendo centri per i più piccoli, o concedendo alle madri dei sussidi per la durata dell’infanzia di loro piccoli come si fa nei paesi più avanzati quali la Finlandia. Oggi, se un genitore deve rimanere a casa per badare ai figli non ci sono soldi a sufficienza per vivere. E quando ci sono margini sufficienti, le coppie coscienziose che vogliono un futuro decente per i propri figli, e progettano di doverli mantenere fino all’università, non possono certo farlo per più di uno, o al massimo due. È per questo che l’Italia si sta spopolando! E la situazione sta diventando ancora più grave. Oggi il clima di insicurezza economica è tale che i giovani non possono nemmeno pensare a crearsi una famiglia. E cosa trovano di meglio i governanti italiani se non la vecchia ricetta? Aprono le porte all'immigrazione più incontrollata - cosa che non viene fatto nemmeno in paesi storicamente basati sull’immigrazione come l'Australia o il Canada. Cosa gliene importa ai nostri governanti che gli italiani scompaiano? Ci sono alle porte milioni di individui ancora più poveri, spesso qualificatissimi, pronti ad arrivare per lavorare in condizioni di lavoro ormai da terzo mondo, ad accontentarsi di minuscoli appartamenti ad affitti altissimi, con il vantaggio aggiuntivo che il governo non ha dovuto spendere un centesimo per farli crescere e per la loro educazione. Commento |
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