Autore: Massimo Serventi
19.06.2009
La pazzia delle Organizzazioni Umanitarie


Giusto Francesco.
Ti mando qs mie considerazioni, dopo 27 anni di ...cooperazione. Sono anche io un medico bianco in terra d'Africa da 27 anni. In Uganda c'e' un grande esodo di medici, pagano me con stipendio che farebbe contenti almeno 3 medici specialisti ugandesi e li farebbe stare in casa loro. Li prendo i soldi e mantengo i figli a scuola.
La gente di qui ha piu' bisogno di cure che nei Paesi ricchi. O meglio, ha piu' bisogno di ESSERE MENO POVERA, la cura arriva tardi ma pur sempre e' richiesta e dovuta (sono pediatra, oggi abbiamo 300 bambini ricoverati in reparto). Vai a vedere un reparto di pediatria in ospedale italiano....vedrai tanti letti vuoti.
Ultima considerazione: per formare un medico l'Uganda ha speso NON pochi soldi. Costui ora se ne va: l'Uganda dovrebbe essere compensata dal Paese ricco per questa perdita, si sta formando qs pensiero. Ha una sua logica.

CONSIDERAZIONI SULLA COOPERAZIONE
“Si dice che la cooperazione debba avere come fine ultimo un cambiamento da parte dei locali: cambiamento di attitudine, di lavoro, di servizio, di gestione (management). L’invio di espatriati si giustifica per raggiungere questo obiettivo. A questo proposito è stata coniata l’espressione ‘capacity building’. È inteso quindi un passaggio di conoscenze e abilità da chi ne ha di più (gli espatriati appunto) a chi di meno (i locali)”.....
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Autore: Edoardo Fumagalli
10.03.2009

Notizie dall’est d’Europa (incomprensibili ai più).

Ritrovamenti. Altri ritrovamenti di cadaveri in Croazia, dopo quelli di Slovenia, riconducibili alle stragi dopo il 44 perpetrate dai miliziani di Tito (ricordo ai più che erano comunisti) contro non solo soldati tedeschi o italiani, ma anche contro la popolazione colpevole di essere nello stesso posto e nello stesso momento in cui si eseguivano le esecuzioni. Questi civili o erano di passaggio o scappavano da zone di guerra. Negli ultimi tempi almeno 600 fosse comuni scoperte solo in SIovenia, nell'ultima fossa circa 300 cadaveri, mentre in Croazia ancora non si riesce a contare il numero dei morti. La differenza tra i due paesi è data dal fatto che normalmente le vittime in SIovenia sono state trovate in gallerie naturali o miniere, mentre in Croazia sono state sepolte in terreni paludosi o foreste.

Demolizioni.  La ministra delle infrastrutture croate, ha deciso di demolire tutte le costruzioni, senza alcun permesso, sulle isole del parco di Paklenica. Le strutture sono state costruite negli ultimi 15 anni, durante la stagione di anarchia vissuta dopo la guerra di liberazione dal giogo jugoslavo. Questo procedimento è forse l’ultimo di una serie di demolizioni che hanno coinvolto sia strutture in Dalmazia che nei dintorni della capitale, Zagabria. Si tende a ripristinare un concetto di legalità con l’introduzione dei nuovi piani regolativi delle varie province croate, che stanno entrando in funzione da alcuni anni (e con molte difficoltà). A proposito in Croazia non esistono le regioni, ma solo le province. Da far presente a Libero?

Scuola. Ultimamente in Croazia, c’è stato un giro di vite sul ruolo dei professori che ricoprono incarichi nelle università. Molti professori per il fatto che vi sono normative vecchie (ex Jugoslavia) utilizzano il contratto di categoria per far meno ore a scuola e quindi lavorare per le società come consulenti e quindi per maggiori guadagni. Non tutti i professori lo fanno, ovviamente, ma il problema è dato dal fatto che chi non lo fà non denunciano il caso alla magistratura. Il tutto è nato dopo la scoperta che un gruppo di studenti pagava, sia professori che assistenti, per passare tutti gli esami senza averne il diritto. Ebbene da questo fatto si è risalito al fatto che molti professori neanche conoscevano chi li pagava.

 

Veneti
Autore: Patrik Riondato
07.03.09

Alla c.a.
Presidente del Parlamento Europeo

Membri del Consiglio Europeo
 Venezia, 7 marzo 2009
  
Onorevoli Signori,
il Movimento politico VENETI, libera associazione libera associazione di donne e uomini veneti che promuove l’indipendenza del Popolo Veneto in modo pacifico e non violento, unendosi al Popolo Catalano che ha promosso la manifestazione in data odierna “10.000 Catalani a Bruxelles per l’autodeterminazione”, intende, con il presente documento, sottoporre a codesto spettabile parlamento una richiesta formale di avvio della pratica per autorizzare il Popolo Veneto ad esprimere, attraverso un referendum regolare, controllato e tutelato dalle autorità internazionali, il proprio diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza nel rispetto delle leggi ed ordinamenti della Comunità Europea.
  
A tale scopo il Movimento I VENETI, che si fa portavoce per conto del Popolo Veneto di tale istanza, fa presente le seguenti considerazioni:
  
1) Il popolo Veneto è popolo indigeno della Venetia in quanto risulta stanziato da millenni su tale territorio, pur avendo subito ripetute immigrazioni di popoli diversi.  2) La denominazione Veneti e Venetia è da attribuire alla immigrazione di una popolazione identificata da tale nome storicamente attestata al IX secolo a.c.
3) La prima attestazione scritta della denominazione Veneti è riportata su un cippo in pietra realizzato attorno al VI sec. a.c.
4) Svariate testimonianza storiche citano il nome di “Veneti” per le popolazioni insistenti sull’attuale territorio della Venetia. E diversi sono stati in seguito i personaggi veneti che hanno avuto un ruolo importante nell’impero romano.
5) Dal V° sec. d.c. al 1797 la Repubblica Veneta, definita anche “Serenissima” per la pace, prosperità e benessere esistenti sui territori da essa controllati, ha vissuto per oltre 1100 anni diventando un faro di civiltà e modernità per tutta l’Europa dell’epoca. Numerosi sono stati i Veneti illustri che hanno reso grande la Repubblica di Venezia in ogni campo: artistico, scientifico, economico,  imprenditoriale, nel volontariato e in ambito religioso.  Nei musei di tutto il mondo sono esposte le opere realizzate dagli artisti veneti e spesso anche nella tecnologia moderna sono presenti innovazioni e scoperte fatte da scienziati veneti.
6) La lingua Veneta scritta è attestata storicamente nelle diverse varianti sin dall’8° secolo e vaste sono state nei secoli le produzioni letterarie in lingua veneta.  Tuttavia è stato proprio il governo della Repubblica Veneta ad incentivare l’adozione della lingua toscana-italiana come lingua di mediazione tra le diverse comunità e nazioni della penisola italiana.  Addirittura molta parte dei vocaboli e della struttura grammaticale della lingua italiana hanno preso a prestito termini e grammatica della lingua veneta.
6) Nel 1797 lo Stato Veneto ha subito la perdita dell’indipendenza ad opera delle schiere napoleoniche e fino al 1815 ha subito una durissima occupazione, continue guerre e sollevazioni di ampia portata annientate nel sangue (fatti questi cancellati dalla memoria dei veneti per accordi segreti tra regno d’Italia e Regno di Francia)
7) Nel 1815 il Congresso di Vienna ha ripristinato l’ordine geopolitico esistente in Europa prima della rivoluzione francese, tuttavia le istanze dei rappresentanti della Repubblica di Venezia volte al ripristino della sovranità della medesima, non sono state ascoltate ed i territori della Venetia sono finiti sotto l’occupazione ed il controllo politico dello Stato Austriaco.
8) Nel 1866 una parte della Venetia venne ceduta dall’Impero Austriaco al Regno d’Italia attraverso un umiliante passaggio formale avvenuto in una anonima camera d’albergo, l’Hotel Europa  di Venezia, il 19 ottobre 1866 alla presenza di un alto funzionario francese che ebbe il ruolo di mediatore, Ne seguì una vera e propria occupazione militare da parte del Regno d’Italia che prendeva possesso di terre, caserme e fortezze mano a mano che l’esercito austriaco le abbandonava.
9) Il Regno d’Italia allo scopo di “legalizzare” l’annessione della Venetia e rispettare i patti imposti dall’Impero Austriaco nell’atto di cessione, in cui era stato chiesto di tenere un regolare plebiscito popolare per consentire al Popolo Veneto di decidere il proprio destino, organizzò una pesante campagna di stampa pro-annessione, con casi di intimidazione, e tenne delle votazioni il 22 e 23 ottobre 1866 palesemente false ed inattendibili, con scrutatori nominati dagli emissari del Re, voto palese, e con casi di violenze ed intimidazioni.
10) Il Regno d’Italia impose ai nuovi sudditi tasse esagerate che portarono alla miseria il Popolo Veneto e costrinse centinaia di migliaia di nativi ad emigrare, cosa mai capitata in precedenza nei millenni di storia veneta, addirittura sono emigrati interi paesi con i propri parroci. In ogni continente sono oggi presenti attive e laboriose comunità di discendenti di veneti che hanno saputo distinguersi per l’operosità, l’onestà e l’intraprendenza.   In alcuni luoghi sono state create dal nulla intere città abitate quasi esclusivamente da Veneti in cui si parla tuttora, a distanza di 140 anni, la lingua veneta nonostante le discriminazioni e le censure del passato recente. 
11) Nella prima guerra mondiale il fronte più cruento dello stato italiano attraversava interamente la Venetia, che si trovò divisa e occupata da due enormi eserciti che si sono aspramente combattuti sul suo suolo.   L’economia  e la società fu per un decennio sconvolta dalla guerra, intere comunità furono deportate in altri luoghi del Regno italico e al termine della guerra centinaia di migliaia di famiglie ritrovarono i propri campi e le proprie case distrutte e infestate di munizioni e veleni.  Inoltre una buona parte dei 600.000 morti e dei 1.500.000 feriti del fronte italiano erano Veneti o Friulani.
12)  Nel periodo fascista tra le due guerre mondiali il regime attuò la sistematica distruzione della lingua veneta impedendo di parlarla e forzando l’insegnamento nella scuola, inoltre, deportò migliaia di Veneti in zone paludose e malsane per bonificarle e portarle a produzione, oppure nei deserti africani per portarvi campi coltivati e frutteti.  La maggior parte di questi veneti si ammalò di malaria e molti di loro vi morirono.
13) Nella 2° guerra mondiale la Venetia divenne l’ultimo baluardo dell’esercito tedesco per sbarrare la strada all’invasione anglo-americana e vi si combatterono aspre battaglie e una guerra civile che vide i Veneti costretti su fronti opposti uccidersi a vicenda.  Inoltre numerosi bombardamenti angloamericani su centri industriali, linee di comunicazione e città causarono enormi stragi tra la popolazione civile.
14) Dal termine della seconda guerra mondiale ad oggi, nonostante le enormi emigrazioni che seguirono ogni guerra mondiale e nonostante il pesante giogo fiscale dello stato italiano che opprime da 60 anni i cittadini veneti, nonostante il perdurare delle discriminazioni etniche: viene tuttora proibito parlare la lingua veneta nelle scuole e negli uffici pubblici, non viene insegnata la storia e la lingua veneta veneta nelle scuole, nonostante le continue umiliazioni del popolo veneto sui media nazionali, il Popolo Veneto ha realizzato un poderoso apparato industriale ed economico che fornisce risorse economiche indispensabili alla sopravvivenza dello stato italiano.
15) Nel 1971 all’atto della costituzione della Regione Veneto è stato approvato uno statuto  “STATUTO DELLA REGIONE VENETO” - Legge 22.05.1971, n. 340 -Articolo 2, che cita testualmente:  L'autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della sua storia. La Regione concorre alla valorizzazione del patrimonio culturale e linguistico delle  singole comunità.”
16) il 22 aprile 1998 il parlamento veneto approva la RISOLUZIONE 42 che ribadisce l’esistenza del popolo veneto e reclama il diritto all’autodeterminazione:
Il  "Popolo Veneto" , nell'esercizio del suo naturale e legittimo diritto di autogoverno, storico e attuale, richiamando tutte le ragioni storiche, politiche e giuridiche citate in premessa, previamente RICONOSCENDO la attuale legalità costituzionale italiana che lo vede formalmente autonoma nella attuale unità dello Stato;
INVOCA il proprio diritto ad una democratica e diretta consultazione  referendaria per la libera espressione del diritto di  autodeterminazione nel quadro e con gli strumenti previsti dalla legalità, anche internazionale, vigente e nel contempo
SOLLECITA gli organi costituzionali e istituzionali della Repubblica  Italiana a definire ed approvare con sollecitudine apposite norme di legge per regolare i modi e le forme di esercizio del diritto di  autodeterminazione, diritto sulla base del quale nel 1866 il "POPOLO  VENETO"- titolare naturale della propria sovranità e della sua  disposizione- ha aderito all'ordinamento statuale italiano attraverso lo strumento di consultazione diretta  referendaria.
17) La Costituzione della Repubblica Italiana  del  01.01.1948 cita all’articolo 10: L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del Diritto Internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Pertanto tutto il diritto internazionale vale come legge dello Stato che prevale sul diritto interno (Cass. pen. 21-3 1975). 
18) Il Patto Internazionale relativo ai diritti civili e politici, adottato a New York il del 19 dicembre 1966, è stato ratificato dal Parlamento Italiano con legge 25.10.1977 n. 881 – “Diritto autodeterminazione dei popoli”
19) Così pure la Risoluzione N. 2625 del 24.10.1970 della Assemblea Generale dell’ONU ha ribadito “Il principio della uguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli”
20) Nella conferenza  sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa (CSCE) tenutasi ad Helsinki il 1 agosto 1975- VIII. si è ribadita l’Eguaglianza dei diritti ed autodeterminazione dei popolizione in Europa (CSCE)  
Nel ringraziarVi per l’attenzione, il Movimento VENETI esprime la forte speranza affinchè l’Unione europea venga costruita come Europa delle diversità e che si ponga come intermediario per la realizzazione di un percorso democratico e pacifico che porti all’adesione all’Unione del popolo veneto in completa libertà ed indipendenza. 

per il Movimento VENETI

il Presidente
Patrik Riondato

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Paura Dell'occhio Malefico (dell'invidia Altrui)
Autore: GZ
01/03/09

La sindrome della "paura morbosa di quello che pensano quelli che hanno di meno nei riguardi di quelli che hanno di più" l'ho notata specialmente in America tante volte e a tanti livelli, sia individuale che collettivo, ed è forse una versione moderna della "Paura dell'Occhio Malefico" (Malocchio) che esiste tra i popoli primitivi, cioè una paura superstiziosa dell'invidia altrui che va esorcizzata.

Ho letto da varie parti che ad esempio tra i popoli dell'Amazzonia che sono quanto di più simile a come eravamo 10 mila anni fa, quando una donna ha un bambino dichiara davanti a tutti in una specie di rito che è di aspetto orribile e la ragione è che così eviterà l'invidia degli altri. In molte società rurali tradizionali sembra che le donne anche oggi protestino se fai complimenti ad un neonato. Gli amuleti con un mezzo occhio che ci sono in molti paesi arabi li ho notati anche io e ti dicono che servono a proteggerti dall'invidia degli altri che magari ti hanno visto con un auto nuova o qualcosa di nuovo o bello.

Ancora oggi ci sono in molti paesi del mediterraneo, india, iran, sudamerica amuleti o piccoli rituali che proteggono dal Malocchio (Evil Eye in inglese, in Grecia matiasma, in Spagna e Messico mal ojo, ayin horeh in ebraico; ayin harsha in arabo, droch shuil in scozia, mauvais oeil in Francia, bœser Blick in Germania e oculus malus presso i Romani).

La Paura dell'Invidia degli altri è uno dei terrori ancestrali e sopravvive anche oggi e pervade la vita sociale delle società tradizionali che rimangono ferme per migliaia di anni allo stesso livello, Evidentemente però oggi tanta gente nella nostra società è vulnerabile a questo fenomeno.

Vivere in un paese relativamente ricco come l'Italia attiva in molti questo complesso ancestrale e lo esorcizzano in vari modi, chi simpatizza per i palestinesi e gli arabi, chi è comunista e terzomondista, chi ospita come mia cugina extra-comunitari in casa sua o li sovvenziona, chi è sempre per i diritti dei neri, rom, nordafricani o qualunque altro gruppo qualunque cosa facciano solo perché in media meno abbienti...., chi nega disperatamente con argomentazioni sofistiche l'evidenza macroscopica del fatto che altri popoli sono meno civili di noi o anche semplicemente (in media e per il momento) meno intelligenti e più violenti...

È una sindrome che colpisce tanti, la maggioranza non si sacrifica personalmente, ma si dichiara a favore a priori di tutto quello che è povero, terzo mondo o disagiato, quello che sembra all'apparenza "brutto, sporco e cattivo" lo dichiarano sempre buono e meritevole di aiuto, compassione e preferenza. All'atto pratico votano i partiti di sinistra e applaudono da lontano tutte le misure e leggi pro-immigrati o la discriminazione alla rovescia e si sfogano con il disprezzo per i loro concittadini e colleghi conservatori o "razzisti e xenofobi".

Poi però ci sono anche quelli che prendono sul serio l'ideologia a livello personale e vedi casi tristi, non ne cito alcuni di gente che conosco perché ho scoperto che poi capita che qualcuno ti legga.

Ho citato credo questo episodio che mi ha colpito la settimana scorsa, una dottoressa di successo italoamericana ad Atlanta che vive in un condominio di lusso con un appartamento da 2,5 milioni che vuole vendere e si presenta all'ingresso un pregiudicato di colore che ha contattato non si sa come un agente immobiliare dichiarando che vuole comprare un appartamento. La donna li sente e dice che può mostrare il suo appartamento nonostante sia implausibile che l'ex carcerato sia un acquirente e che lei viva sola. Le guardie giurate all'ingresso del condominio (in posti come Atlanta obbligatorie) dicono che lo accompagnano su loro notando la pericolosità potenziale del soggetto, ma la dottoressa gli dice:" No, non voglio che pensi che non ci fidiamo di lui" (intendendo: solo perché nero). Mezzora dopo è morta con la testa spaccata dal pregiudicato che se ne va con le sue carte di credito.

Cose del genere ne ho sentito dozzine, mi viene in mente il figlio del CEO di Time Warner-AOL, Levin che andò a insegnare nelle scuole pubbliche del Bronx. Un giorno gli citofonano due suoi studenti che chiedono di salire con un pretesto, lui li fa entrare, lo legano e lo torturano a morte con dei coltelli per poi prendersi le carte di credito e bancomat. Il padre, uno dei manager più importanti d'America, da allora fa vita privata.

 

Autore: GZ
21/02/09
  
La realtà dei mutui subprime
  

C'è un equivoco di fondo, si parla di pignoramenti di massa in America, ma non sono come i pignoramenti in Italia. I politici dichiarano che bisogna "non far perdere la propria casa" a milioni di americani, ma è gente che non possiede nemmeno l'1% della casa che ha "comprato", la casa di fatto è della banca oggi anche se stanno pagando le rate di un mutuo di acquisto.

Questo perché il mutuo fatto ad esempio nel 2003 era per 300mila dollari pari all'intero valore della casa, zero di pagamento iniziale a differenza dellìItalia (il Presidente degi Stati Uniti chiese ufficialmente alle banche all'epoca di non chiedere pagamenti iniziali per i disagiati). Hanno poi "rifinanziato" per altri 40 mila quando la casa valeva 400 mila, totale 340 mila di debito, per comparsi Tv al plasma o l'auto nuova. Oggi la casa vale però solo 260 mila dollari e hanno in cinque anni pagato solo 40 mila dollari di capitale (il resto ovviamente è interessi). Quindi oggi il loro debito è 340-300 mila = 300 mila, ma la casa vale ora solo 260 mila dollari e hanno quindi un -40 mila dollari come "valore" della casa!

Sono solo indebitati con la banca e pagano degli interessi sui debiti, se oggi la casa viene venduta loro hanno "negative equity" di -40 mila dollari, cioè con le rate che hanno pagato finora non hanno coperto il valore della casa, ma solo degli interessi e anzi hanno aumentato il loro debito causa lo stupido rifinanziamento e poi il crollo dei valori degli immobili

In pratica sono in affitto dalla banca per cui è una finzione dire "aiutiamo questa gente a non perdere la casa" come se l'avessero comprata e avessero un loro capitale investito nella casa

"Comprare casa" in tutto il mondo ha sempre significato investire una cifra consistente, una parte o anche tutti i propri risparmi. Poi con la diffusione dei mutui comprare casa ha significato pagare un 20 o 30% del valore della casa e pagare rate mensili per il resto.

In America negli ultimi 10 anni "comprare casa" ha significato per una fetta importante della popolazione:

a) non mettere un dollaro di pagamento iniziale, finanziare quindi il 100% del valore della casa con il mutuo

b) quando il valore della casa sale (e saliva perché se offri la possibilità di comprare casa senza soldi tutti la comprano e i prezzi degli immobili salgono) fai un secondo finanziamento in cui incassi una parte dell'incremento teorico di valore

Quando però il valore delle case in molti stati americani è calato del -30% il risultato è stato che ci sono oggi in america circa 20 milioni di persone che in teoria sono "proprietari" della propria casa formalmente, ma di fatto con le rate pagate negli ultimi cinque anni non hanno coperto nemmeno l'1% del valore dell'immobile, anzi possiedono -10% o -20%, hanno un investimento, (equità), negativo!

In questo senso la realtà è che non sono "proprietari" di case che vengono pignorati, sono in pratica in affitto in una casa della banca. Cercare di "non far perdere la propria casa" a milioni di persone del genere non ha molto senso, sarebbe più semplice riconoscere la realtà e trasformare il mutuo in affitto.

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Autore: Maria Piera D'Alessandro
24.02.09
La mia esperienza della Germania


Sulla Germania posso dire qualcosa, non solo perché ci ho vissuto, ma anche perché ho lavorato per la Caritas Tedesca proprio nell'ambito dell'integrazione e continuo ad avere rapporti stretti con chi a livello nazionale si occupa dei migranti.

Cercherò di essere sintetica, quindi, per forza, dovrò generalizzare.

La Germania, se fosse importata in toto in Italia, sarebbe considerata uno stato di polizia. I tedeschi non sono flessibili, è la loro forza. Però, fatte le leggi non si scappa. Idem per la situazione degli stranieri. Ci sono le leggi, le segui, nessuno ti dice nulla. Anzi. Lavori, fai carriera, sei rispettato ed accettato. Se sgarri, sai a cosa vai incontro.
Questo vale anche per i tedeschi. Non si fanno due pesi due misure.

E c'è ancora l'idea del bene comune al di sopra degli interessi individuali. "Wir sind ein Volk" dicono i tedeschi. Noi siamo un popolo solo!

La Costituzione per quanto riguarda il diritto di asilo fu cambiata dopo il crollo del Muro. Perché prima era stata concepita per facilitare al massimo l'accoglienza di chi, passata la cortina di ferro, arrivava ancora vivo in Germania dell'Ovest. Poi la cosa era diventata non più fattibile. E, siccome per cambiare ogni articolo della Costituzione, in Germania occorre il 75% del Parlamento che dia l'OK (significa in breve che partiti al governo e opposizione devono essere d'accordo) allora si misero d'accordo in 2-3 mesi e la modificarono, introducendo un diritto d'asilo più in linea con le esigenze dei cambiamenti storici. Premetto che l'unico requisito precedentemente alla modifica era di arrivare in territorio tedesco è dire la parolina "Asyl". Quindi, effettivamente, un po' poco...

Oltre a ciò, ricordo che i flussi migratori in Germania sono di molto antecedenti ai nostri. Risalgono agli anni '60. Quindi loro da 50 anni hanno a che fare con queste tematiche. Non voglio giustificare i governi italiani, ma credo che, a dirla tutta, non abbiano neanche avuto il tempo fisiologico necessario di digerire una situazione così complessa come quella dei migranti.

Sicuramente, laddove la situazione è migliore, è perché si è attuata una politica basata non sull'improvvisazione ma sul coordinamento di varie istituzioni politiche e non. In Germania, per esempio, sulla istruzione dei figli, tanto per cominciare, la scolarizzazione come base per un futuro di consapevolezza. Poi collaborazione con le varie associazioni -- religiose e laiche -- per una educazione anche dei tedeschi, non solo degli stranieri.

Ricordo che i figli degli italiani arrivati in Germania negli anni '60 venivano chiamati "Spaghettifresser", che significa: mangiaspaghetti, solo che fressen è mangiare degli animali. Quindi: animali che mangiano spaghetti!

Durante la guerra in Bosnia/Croazia etc. la Germania ha accolto centinaia di migliaia di profughi da quei luoghi. Però, appena arrivati in Germania, gli ha dato il visto, il sussidio e li ha spediti all'ufficio del lavoro. Lì hanno assegnato a chi poteva -- di solito i più giovani -- un lavoro. Marsch! La cosa ha portato notevoli benefici a tutti: i profughi hanno potuto iniziare subito una vita "decente", i ragazzi frequentavano le scuole tedesche e corsi appositi di lingua tedesca, chi lavorava dopo un po' si iscriveva a corsi di lingua. Alcuni, addirittura, si iscrivevano all'Università. Quando la guerra è finita, chi voleva è tornato a casa, chi invece voleva rimanere, perché magari già lavorava da anni ormai, o studiava, è rimasto.

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Autore: Edoardo Fumagalli
22.02.2009
Cronache dalla Coazia


Le italiche Banche. 
Qualche sera fa alla Rai hanno detto che uno dei problemi delle banche come il Gruppo Intesa e il gruppo Unicredito, è legato al fatto che gli investimenti all’est sono stati meno proficui del previsto e hanno dovuto ammortizzare le perdite. In inglese si potrebbe rispondere con un parola sola: bullshit.
Per quanto riguarda la zona ex Jugoslavia, vi posso confermare, che mai come qua hanno guadagnato. In fatti i politici croati, appena si sono accorti che ai primi segnali di crisi in Europa le banche italiane (che detengono almeno il 50% del mercato bancario), stavano richiedendo soldi per le perdite di sede, hanno fatto subito bloccare dalla banca centrale i pagamenti in corso. Semmai questa è la rappresentazione che si vuole dare in Italia per nascondere la cattiva gestione dell’attività in Croazia.

Corruzione.
In Croazia, come un po’ tutti i paesi est, hanno una corruzione impressionante. ultimamente sono stati arrestati 4 alti funzionari delle entrate perché falsificavano i bilanci delle ditte e li intascavano loro. Come direte voi, semplice cambiavano i bilanci redatti, e prelevavano la differenza dalle casse. Se qualcuno si chiederà come sia possibile, vi rispondo che nel periodo della Jugoslavia queste cose le facevano normalmente, in quanto i vari direttori di partito erano al di fuori di ogni sospetto. Anche se lo facevano alla luce del sole.

Inquinamento.
In questi magnifici luoghi di natura ancora incontaminata, dove nei boschi si trovano ancora, cinghiali, cervi, orsi, volpi lupi, ecc. ecc. ecc. la gente non è abituata a fare la raccolta differenziata (anche se vi è un progetto europeo iniziato da alcuni anni). Per cui e facile trovare sia nelle periferie delle città che in aperta campagna che al mare, scariche a cielo aperto, ma provate voi, come turisti stranieri a buttare sul santo suolo croato della carta, subito la cosa verrà trasmessa dai media a meno che non verrete offesi o addirittura menati (non scherzo). Vi è una serie di vignette in questo senso su alcuni giornali croati che riportano la cosa (es. 24 SATI O VIJESNIK).

Aziende italiane. Ieri sera sono stato alla prima riunione degli imprenditori italiani in quel di Croazia. Devo ammettere che era il primo dopo c.a 2 anni. Forse non lo sapete ma essendo questo Paese a 2 ore di viaggio da Trieste, non si rimane troppo sul territorio e ognuno fa da sé. Ora dopo c.a 2 anni, vedendo la situazione di crisi, si sono ricordati di riunirsi e di dire ognuno la sua. A questo proposito, il sottoscritto aveva già ricordato all’associazione che se essa esisteva, questa si doveva riunire più volte, in quanto era giusto che tra le società italiane presenti si facesse un fronte comune. Ma la cosa non era mai stata considerata. Ora le premesse per una riunione ci sono state.

In succinto si è visto che:
1) la crisi che colpisce il territorio è piuttosto istituzionale, che non reale, in quanto il croato non è poverissimo e le banche sono belle piene.
2) Il governo stesso sta facendo panico alla popolazione in quanto  incapace di risolversi i problemi suoi interni, provocando una stagnazione del mercato interno.
3) Vi sarà a breve una svalutazione della Kuna (moneta locale). Questo provocherà sia una crisi alle importazioni che una crisi nelle esportazioni, in quanto con questa situazione, le esportazioni verso l’Europa stanno diminuendo.
4) Un evidente aumento del costo della benzina e delle bollette, che ricadrà sulle famiglie croate. Vi è un altro punto che, alla riunione nessuno ne ha parlato, perché non visibili al loro occhio, ma il governo locale ha aumentato le imposte sui contributi e sugli oneri sociali. Questo punto ieri sera non l’ho voluto dire per evitare ulteriore malcontento, ma presto se ne accorgeranno.

Come disse un saggio: se un governo non è all’altezza di saper gestire le sue colpe, le colpe allora ricadranno sulla gente (e questo non è bene).

Sistema bancario. Si è anche affrontato il problema delle banche. Come scritto più sopra, il sistema  bancario in HR sono per il 50% in mano alle banche italiane. Le quali a differenza delle loro concorrenti austriache (Ertse & Steirmarkische bank, Reiffesen Bank e Hypo Bank), non hanno mai aiutato gli imprenditori italiani con sistemi diversi da quelli del sistema Croazia, favorendo un modo meno burocratico e quindi più vicino al sistema europeo e favorendo l’uso di capitali con interessi meno “pesanti”, ma la loro attività è stata unicamente tesa a ottenere il massimo profitto, mentre le banche “austriache” hanno esattamente fatto il contrario, favorendo i loro connazionali e con una burocrazia bancaria più snella.

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Autore: Edoardo Fumagalli
19.02.2009

Privilegi

Gentilissimo Francesco,

Leggendo i vari articoli testé riportati riguardanti i privilegi, mi portano a scrivere due parole su una questione che sembra quasi e solamente di stampo capitalistico.

Mi introdurrò dicendo che vivo in Croazia. Un paese uscita da una dittatura comunista (il partito che lo governava era comunista) che ha dato comunque a tutti un lavoro, una casa e uno stipendio. Una vita insomma benestante, per i parametri che erano presenti in queste zone e in quel periodo. Nonostante il fatto che non ci si potesse permettere molto, la gente stava bene, aveva una vita senza troppi problemi, certo non aveva le nostre possibilità, ma veramente la gente si sentiva felice, soddisfatta.

A fronte di tutto questo, il costo fu enorme. Una inflazione devastante, una stabilità che di lì a poco a poco avrebbe poi portato il conto molto alto da pagare e che da lì a poco avrebbe portato ad una insoddisfazione tra le repubbliche che costituivano la Jugoslavia, voluta e costruita a tavolino, tra le potenze europee dopo la disfatta di quello che era stato l'ultimo impero europeo, in terra d'Europa, ad una guerra insensata per il controllo delle ricchezze altrui.

Cosa c’entra tutto questo direte voi, con i privilegi? Ebbene c'entra. La struttura instaurata dal potere di Tito, ovviamente di stampo dittatoriale, serviva a tener buoni i vari popoli, mentre i capi partito e vari piccoli dirigenti dello stesso, avevano libero accesso  a tutti privilegi possibili, nonché la vita e la morte di milioni di individui.
Non avevano grandi stipendi, ma cosa te ne fai di uno stipendio quando puoi avere tutto quello che vuoi senza spendere un soldo? Questo comprendeva dall'uso dell'auto, cosa che in Jugoslavia non era di certo roba di tutti, dagli hotel riservati sia al mare che in montagna, dalla possibilità di avere cose che altri non potevano permettersi.
Sono stati i privilegi a rovinare la Jugoslavia e non l'idea, che in fin dei conti non era male. I privilegi, portano alla disuguaglianza. Sia che usino da parte dei capitalisti che dei comunisti.

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Autore: Edoardo Fumagalli
16.02.2009

Spopolamento

Sono molto d'accordo sulle tue parole. Ma quello che non capisco è perché la classe dirigente, che fino ad ora ha fatto più danni di una bomba atomica, essendo italiana si è comportata nel modo in cui hai descritto. Questo mi ricorda la fine dell'impero romano, quando gli imperatori facevano entrare nel proprio impero i barbari, per poterli usare come soldati per difendere i propri confini. Logico è che prima o poi avrebbero preteso di più. Per cui, alla fine  si è arrivati alla disintegrazione dell'impero. Ora, si sta verificando la stessa cosa.
Perché? È forse è un cambio fisiologico? Deve essere la distruzione della nostra civiltà? Guardandoci attorno, credo che siamo arrivati alla frutta. Non sono mai stato pessimista, ma ormai l'imbarbarimento è iniziato. Lo si vede anche perché, da parte delle nostre autorità sia giuridiche che penali, si consumano scandali di ogni genere.
Dai violentatori messi in libertà in pochi giorni, agli assassini liberi e condannati e in fine con l'incarcerazione del povero locale, che si è difeso in casa sua o nel proprio negozio da un potenziale assassino (i criminali sono sempre armati). I miei pensieri si rivolgono alle nuove generazioni italiche, che purtroppo saranno costrette a sottomettersi, come successe 1800 anni prima, ai nuovi padroni. Che sconforto, dopo secoli di lotte per l'eguaglianza,  per poi arrivare a niente.

Mio Commento:

è vero, mi sembra che ci sia un'aria di fine impero, che ci sia un sentimento di insoddisfazione generale, di perdita di speranza che le cose possano migliorare proseguendo per questa strada, c'è un'attesa che arrivi qualcosa da fuori, che cambierà tutto.
Visto il fallimento delle teorie socialistiche una volta messe alla prova pratica, l'incapacità del sistema capitalistico di garantire il benessere per tutti, ma solo la ricchezza per i pochi e la pura sopravvivenza per i molti, e la pochezza dei nostri uomini politici, qualcuno spera che l'arrivo di uomini nuovi e di religioni nuove possano rinnovare la cività e la cultura occidentale. Speranza totalmente mal riposta, in quanto questi "uomini nuovi" si dimostrano spesso uguali o peggiori di quelle vecchi e le "nuove religioni" sono a volte più vecchie di quella cristiana e non hanno mai assicurato alcun benessere ai loro aderenti.

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Autore: Jimmy Moglia
14.02.09
Vorrei commentare sul tuo articolo dove scrivi “Penso che il dilemma se abbia ragione Spartaco o Cesare ponga la discussione su basi irrisolvibili. Spartaco era in realtà alla testa di un gruppo di assassini che si erano guadagnati con le armi la possibilità di tornare ai propri campi, ed invece avevano deciso di continuare una vita basata sul saccheggio dei villaggi inermi fino alla loro sconfitta da parte delle truppe romane.
Quindi vuoi dire che Spartaco era un camorrista.
... Mio commento

Autore: GZ
13 Febbraio 2009
Alcune considerazioni sull’immigrazione

Tutti conosciamo l'albanese gentilissimo e lavoratore o viceversa il tunisino spacciatore e che mena la donna, oppure il marocchino ottimo padre di famiglia e gran lavoratore e il rumeno che ha tirato fuori il coltello al bar così via. Da Gad Lerner o Santoro appaiono solo arabi o anche zingari beneducati e colti e nella cronaca nera altri soggetti che nessuno invita ai dibattiti e ognuno si focalizza sugli esempi che vuole. Far immigrare milioni di persone da altri continenti, altre civiltà, con altre religioni, usi, costumi e abitudini profondamente radicate, ...
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Autore: Andrea Masciavé
04.02.2009
Sull’immigrazione in Germania.

... L’immigrazione è stata sempre un tema centrale della Germania del dopoguerra. Già durante gli anni ‘50, l’economia e lo sviluppo industriale tedeschi obbligano gli imprenditori a reclutare sempre nuova manodopera. ... il governo è costretto a reclutare le nuove risorse operaie fuori dalla Germania. I primi a cogliere questa possibilità sono stati i lavoratori italiani...
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Autore: Mauro Meneghini
27.01.2009
Quando lo Stato è finalmente in fallimento?

Prima o poi viene il giorno in cui bisogna pagare (tutti i nodi vengono al pettine)
Il 7 settembre mandavo il documento in cui avvertivo dei possibili rischi d’insolvenza del sistema finanziario mondiale. Ad ottobre le previsioni si sono palesate ed ora tutti gridano alla crisi ...

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Autore: Andrea Masciavè
22.01.09

Il Federalismo in Germania
Per cominciare ad introdurre il Federalismo tedesco, si deve partire prima di tutto dalle popolazioni da cui è rappresentato.
Il popolo tedesco è essenzialmente il prodotto della fusione di diverse stirpi germaniche come i Franchi, i Sassoni, gli Svevi e i Bavaresi.
La forma originale di queste vecchie stirpi è scomparsa da molto tempo, ma le loro tradizioni ed i loro dialetti continuano a vivere in gruppi regionali...

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Autore: Andreas Schenone
22.01.09
Il Federalismo in Svizzera

Chi aggiunge la parola solidale a federalismo non ha capito nulla del federalismo.
Il federalismo vero è per natura solidale, la Svizzera ne è l’esempio concreto.
In Svizzera ogni cantone ha piena autonomia finanziaria.
...
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Autore: Oneto/Pagliarini
Marzo 1998
50 buoni motivi per l'indipendenza

Nelle pagine che seguono vengono riportate, senza nessun ordine di importanza, cinquanta dei mille buoni motivi per volere l’indipendenza della Comunità dei popoli padano-alpini.
Ciascheduno potrà trovare che alcune delle ragioni descritte sono più importanti di altre, o potrà aggiungerne altre che gli sembrano altrettanto fondamentali

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Autore: Oneto/Pagliarini
Maggio 1996

Decalogo dell'ordinamento federale
(fin dai tempi del ‘Governo ombra della Padania’, Maggio 1996)
1. Limitare il potere di tassazione dello Stato e degli enti locali, identificando nella Costituzione un tetto massimo alla pressione fiscale complessiva. Invertire i flussi fiscali, eliminando l’intermediazione dello Stato e statuire che le PA di ogni Regione devono coprire almeno...

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Autore: Fiorenzo Peloso e Paolo Bottacchi
14.01.09

L'essenza del Federalismo
Se conversando con un ipotetico amico dovessi rispondere ad alcune sue domande su cos'è davvero il Federalismo, penso che dovrei trasformarmi in Mago Merlino o se preferite nella Fata Turchina, per raggiungere con semplicità e chiarezza lo scopo di eliminare...
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Autore: Paolo Rumignani 
La Questione Morale
Losanna, 06.01.2009

Cari amici,
Si parla molto in questi giorni della Questione Morale, che colpisce il Partito Democratico. Proprio il PD, che si atteggiava a modello morale durante le ultime elezioni, additando al pubblico ludibrio la destra italiana corrotta. Già, questo male doveva avere un colore politico in generale preciso, e doveva colpire per definizione solo chi sta nella destra..
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Autore: Gabriele A.
05.01.09
La tua logica è fluida e piacevole. Ci sono molti punti su cui si potrebbe obiettare, certo, ma non è tanto questo. Il fatto è che il tuo discorso mi puzza. Puzza di difesa di privilegi...
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Autore: Jimmy Moglia
05.01.09

Costi di produzione in Asia, profitti, costo del lavoro, delocalizzazione etc.
Le generalizzazioni sono belle perché permettono a (quasi) tutti di avere contemporaneamente sia ragione che torto. È per questo che le generalizzazioni in matematica, per essere espresse con precisione verbale, diventano così complicate che alla fine l’imberbe studente del quartierino non ci capisce più niente.

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Autore: Bruno Brugnoletti
1.01.09
Paradisi fiscali
Ottima soluzione sarebbe quella di eliminarli, purtroppo l'inconveniente è che le leggi debbono essere emesse da quelli che proteggono il ricavato dei loro investimenti, bonuses, golden parachutes e politici e professionisti vari
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Autore: Mauro Meneghini
Ritorno al medioevo
domenica 21 dicembre 2008
... la Grande Depressione .. un " moderato e breve episodio, se paragonato al crollo bancario del 1340... LA PESTE NERA CHE DECIMÒ LA POPOLAZIONE EUROPEA alla metà del XIV secolo fu causata dal più grande tracollo finanziario della storia ... Venezia...

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Autore: GZ
Non ne valeva la pena
20 Dicembre 2008  13:42
In america e inghilterra tutto il boom creato sulla base degli immobili e la finanza è andato a beneficiare due categorie: i) i banchieri, consulenti, managers nel settore ...

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Autore: Gabriele A
Guardavo ieri sera l’Infedele, l’argomento della puntata era la mozione leghista per le ‘classi ponte’. Presto è emerso il termine ‘identità’, che naturalmente, nella sua accezione di ‘identità culturale’ è una di quelle realtà nella cui difesa la Lega trova la propria missione....
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Autore: Circola sulla rete
Anni fa mi comprai una mangiatoia per uccelli.
L'appesi nel mio portico e la riempii di semi.
Era proprio una bella mangiatoia ed era uno spettacolo vedere  gli uccellini da vicino.
Entro una settimana c'erano almeno un centinaio di uccelli che approfittavano del costante rifornimento di  cibo gratuito ottenibile senza fatica alcuna.
Poi gli uccelli cominciarono a fare i loro nidi sotto il portico, sulla tenda,vicino al  barbecue, e persino sul tavolino.

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Autore: Marilena
La teoria della finestre rotte e quella del potere del contesto sono una cosa sola. Entrambe si fondano sulla premessa che un’epidemia possa essere stroncata intervenendo sui dettagli minori dell’ambiente immediatamente circostante. Anche questa, a pensarci, è un’idea rivoluzionaria....
Ma che cosa suggeriscono le teorie delle finestre rotte e del potere del contesto? Esattamente l’opposto..

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Autore: Mario Lauro
Una linea ad Alta Velocita’ in Francia (Parigi-Lione) od in Spagna (esclusa la Madrid-Siviglia )  di varie centinaia di km ha un numero di viadotti, tunnel ben inferiore ad una qualsiasi linea italiana AV sia attraverso le montagne e le valli sia attraverso la pianura padana ...
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Autore: Mario Lauro
Il nucleare italiano

... poichè lavoravo a Montalto di Castro (Vt) quando il messo comunale ci consegno l'ordine di sospendere i lavori firmato dall'allora sindaco Leo Lupidi, ... ci fu la caduta del governo Goria (oggi sottoterra) - Amato (sempre in piedi... politicamente parlando) ed avrei alcune integrazioni e precisazioni alla sua analisi:
1) Nucleare anni  fine anni ‘50-primi anni '60
L'apripista fu E.Mattei dell'ENi con l'ordine di una centrale tipo G.G.R (gas-grafite)..

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Autore: Mario Lauro
I Nuovi sommergibili

La “vera” ricerca in tutto il mondo si è fatta, si fa e si farà con gli ingenti investimenti dell’industria di tipo militare o se preferiamo all’industria civile collegata a progetti militari come quella aeronautica...

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Autore: Mario Lauro
Dati OCSE di ieri… e di domani…

... un giornale come il Corriere dovrebbe fare anche qualche analisi critica e non solo fare un Copia-Incolla di dati OCSE che… .fanno la statistica non come insegnano o dovrebbero insegnare alla Bocconi ma con il metodo del “Pollo di Trilussa” ed in particolare:
1)       Calcolo a parità di potere d’acquisto....

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Autore: Mauro Meneghini
L'economia in una lezione: HENRY HAZLITT, UN CICERONE PER IL LIBERO MERCATO
Hazlitt scriveva che "si può condensare il succo di tutta l'economia in una sola lezione ed essa si può ridurre ad una sola frase: l'arte della politica economica sta nel prevedere tutte le conseguenze (non solo immediate ma anche lontane) di ogni programma e di ogni provvedimento, e nel considerare non solo gli interessi di parte ma quelli dell'intera collettività. Nove decimi degli errori economici, causa di tanti disastri nel mondo contemporaneo, derivano dall'ignoranza di questo assioma. E tutti si ricollegano all'uno, o all'altro, o ad entrambi di questi errori".
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Autore: Mauro Meneghini
Capitalismo rapace - proposta liberaria per uscire dalla crisi

venerdì 24 luglio 2008
Capitalismo da animali rapaci - cosa si può fare per opporsi
Il crollo delle borse, il fallimento Lehmann è una cosa che inevitabilmente doveva succedere, semmai ci meraviglia che sia successa solo ora. ... Probabilmente i futuri maggiori rischi dell’economia mondiale proverranno dalla globalizzazione dei mercati finanziari.

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Autore: Mauro Meneghini
La domanda è:  Se in Europa il barile costa uguale rispetto al 2000, perché la benzina è aumentata così enormemente? 
La crisi del petrolio non sembra cosi drammatica per chi vende la benzina e lo stato che incassa le tasse, né per l'Enel che aumenta le bollette,... ecc..
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Autore: Mauro Meneghini
Variabili macroeconomiche
... teorie alternative del ciclo economico e loro implicazioni di politica economica... Le deviazioni dal trend in una variabile ne misurano la variabilità rispetto alla sua tendenza di fondo. A livello aggregato, queste deviazioni rappresentano le fluttuazioni dell’attività macroeconomica, ciò che gli economisti chiamano ciclo economico. Poiché il Pil è una misura sintetica di tale attività, le sue fluttuazioni attorno al trend sono l’indicatore del ciclo economico.

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Autore: William Cavadini
Si uccidono gli imprenditori privati di Pechino travolti dalla crisi economica e già morti di vergogna per i debiti 
PECHINO -- L'altro ieri il vecchio Qi avrebbe dovuto aiutarmi a fare un trasloco ma all'improvviso non era più disponibile. Lo chiamo e mi dice che il suo amico e vicino di casa a Tongxian, nella periferia di Pechino, si è suicidato

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Autore: William Cavadini
Crisi, la Cina bacchetta gli Usa
E' in un'atmosfera nuova che si è aperto a Pechino il vertice economico bilaterale Cina-Usa. Il cosiddetto "Strategic Economic Dialogue", che si riunisce per la quinta volta a livello intergovernativo, di solito era un forum dove gli americani impartivano lezioni ai cinesi...

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Autore: William Cavadini
Italia e Cina sempre più vicine nel campo delle Energie Rinnovabili
SHANGHAI: L'Italia crede nella corsa alle energie rinnovabili. Mentre il Governo e le pubbliche amministrazioni progettano grandi impianti eolici e fotovoltaici, i privati e le aziende si adeguano...

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